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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Game Boy
Days of Thunder
Mindscape | Argonaut
19 02 2012

Se vi è capitato di vedere l'omonimo film del 1990, firmato dal regista inglese Tony Scott e con tanto di Tom Cruise e Nicole Kidman a interpretare i ruoli principali, allora ci sono poche probabilità che siate corsi a comprarvi pure questo Days of Thunder sotto forma di videogioco, uscito a due anni di distanza. Il che, almeno nel caso di questa versione per Game Boy, potrebbe avervi fatto perdere un giochillo interessante e meno scombinato della pellicola di partenza. Trattasi infatti di simulazione piuttosto complessa, ovviamente basata sul mondo delle stock car NASCAR, e per di più di uno dei pochi giochi per Game Boy a usare una grafica vettoriale 3D, con conseguente visuale in soggettiva e inquadratura all'altezza della plancia. L'idea, senza troppe sorprese, è semplicemente quella di portare la vostra stock car sulle piste ovali o simil-ovali (Daytona, Phoenix, Michigan, Miami ecc.) tanto care agli amerikani, correndo il più veloce possibile e cercando di farla in barba agli altri piloti presenti, tutti dotati di una tecnica di guida particolarmente aggressiva, al limite della deficienza.

Per arrivare in fondo al gioco con un minimo di successo è comunque necessario apprendere alcuni trucchetti tipici delle vere gare NASCAR, come l'effetto scia (guidare vicino all'auto davanti alla vostra, per ridurre la resistenza dell'aria) o il taglio delle curve sopraelevate (spostarsi all'esterno per sfruttare il dislivello e uscire più veloci in rettilineo). Il tutto potrebbe apparire più complicato di quanto poi sia in realtà, perché il modello di guida diventa subito istintivo e anche perché la concorrenza si rivela meno agguerrita del previsto. A compensazione di una certa facilità complessiva, i programmatori Argonaut hanno quindi cercato di curare il più possibile il dettaglio, sempre nei limiti consentiti dal Game Boy: così, ad esempio, nelle gare più lunghe è stata inserita anche la possibilità di fermarsi ai box per mantenere integra l'efficienza della vostra auto, con una manovrabilità che può variare molto a seconda delle sue condizioni. Dettaglio curato anche per la grafica, anche se ovviamente relegata al bianco e nero dell'epoca: i vettori disegnano piste piuttosto schematiche, ma fra buona velocità, scene fisse inserite per sottolineare i momenti più importanti e qualche abbellimento che richiama le piste reali, l'effetto è più che accettabile, soprattutto per un portatile a otto bit. Tanto da contribuire all'inserimento di questo Days of Thunder tra i migliori racer per Game Boy. Sempre che riusciate a sopportare le piste NASCAR, tutte uguali e ovali.

[NO1]


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