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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Nintendo Game Boy
The Legend of Zelda: Link's Awakening
Nintendo
29 06 2011

Dopo aver affrontato e sconfitto il male in A Link to the Past sul Super NES, Link decide di intraprendere un lungo viaggio di ricerca e di allenamento per prepararsi a eventuali future minacce per il regno di Hyrule. La sua barca, però, viene distrutta da una tempesta e il piccolo eroe si ritrova sull'isola di Koholint, privo delle sue armi e apparentemente confinato sull'atollo sino a quando non riuscirà a risvegliare un'enigmatica creatura. Per riuscire in tale impresa, tutt'altro che semplice, Link dovrà attraversare i classici dungeon, sconfiggere una notevole varietà di avversari via via più minacciosi, risolvere enigmi ispirati a quelli del già citato A Link to the Past e, soprattutto, recuperare otto strumenti musicali che andranno poi utilizzati per interrompere il sonno della creatura e guadagnare l'uscita dall'isola.

Link's Awakening, come dovrebbe essere evidente da quanto detto sinora, tralascia apparentemente tutte le pietre miliari dell'epopea narrativa di The Legend of Zelda: la principessa viene soltanto citata, non v'è traccia alcuna della mistica Triforza e tra i personaggi disseminati per l'isola compaiono facce già viste nei titoli delle serie Super Mario Bros., Kirby e persino SimCity. Il tutto può apparire a tratti irriverente e del tutto irrispettoso dei canoni della serie, al punto da sembrare animato da uno spirito parodistico, e il fatto che il progetto sia nato come un impegno a tempo perso potrebbe avvalorare tali ipotesi, ma fortunatamente non si potrebbe essere più lontani dalla verità. A dispetto delle modeste capacità del Game Boy, infatti, Link's Awakening si rivela ben presto come uno dei migliori episodi della serie, tanto vasto e ricco quanto affascinante e avvincente.

L'esplorazione e il combattimento funzionano a meraviglia, le località da perlustrare diventano progressivamente più ampie e complesse, gli oggetti da conquistare nel corso dell'avventura aprono percorsi precedentemente inaccessibili con una regolarità paragonabile a quella di un orologio svizzero e i boss scandiscono l'avanzamento nel gioco con ammirevole efficacia. Non mancano inoltre le missioni secondarie e un finale sorprendente, mentre gli enigmi da risolvere brillano per originalità e la possibilità di saltare (seppur con tutti i suoi limiti) aggiunge un ulteriore livello di profondità al gioco. Ai controlli (sufficientemente pronti), alla grafica (gradevole nel suo monocromatico minimalismo) e al sonoro (davvero godibile) non si può muovere alcun appunto, tenendo a mente le specifiche tecniche del Game Boy, e il risultato finale rispetta appieno una delle tante definizioni che vennero accostate a Link's Awakening al tempo dell'uscita, ovvero quella di 'leggenda tascabile'.

[Nyabot]


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