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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Super Star Wars
Lucas | Sculptured Software
15 12 2005

Immaginate solo cosa avrebbe potuto significare per il rutilante mondo dei videogiochi se Star Wars non fosse mai esistito. Quando il primo film della serie venne alla luce nel 1977 il suo successo inarrestabile riportò alla ribalta la fantascienza, genere ormai logoro e lontano dai fasti degli anni cinquanta. Le sale cinematografiche così si ritrovarono improvvisamente piene di fan, di un buon numero di freak e di imitazioni scadenti del capolavoro di George Lucas; per di più, con il pubblico alla continua ricerca di nuove battaglie spaziali, fu poi facile per Taito andare in scia e lanciare un nuovo e allora rivoluzionario coin-op (tale Space Invaders, ma pensa un po'). In men che non si dica anche gli scaffali dei negozi specializzati e non furono inondati da giocattoli col logo Star Wars, come pure da portachiavi, libri, pupazzi, poster e perfino da shampoo e saponette Princess Leia. Tutto, purtroppo, tranne che videogiochi: per vedere il primo della serie ci vollero altri cinque anni (e stranamente toccò a Empire Strikes Back, seguito in seconda battuta da Star Wars: Jedi Arena, tutti e due curati da Parker Brothers per l'Atari 2600, tutti e due terribili e progenitori di una fila infinita di tie-in sconfortanti).

Per avere un titolo che facesse giustizia al mito messo in piedi da George Lucas occorrerà invece aspettare altri nove anni e il Nintendo Entertainment System: Star Wars di JVC riprendeva trama e personaggi della trilogia e li inseriva in un platform carico di azione e sparatorie, proprio come la tradizione dell'otto bit voleva. Il gioco era valido e trovò immediatamente una sua audience e il consenso della critica. Ovvio pensare a un suo remake per l'allora nuovissimo Super Nintendo. Non altrettanto ovvio invece il risultato del passaggio da 8 a 16 bit: quando l'attivissimo Franco (bisognerà prima o poi scrivere anche la sua, di storia) riuscì a mettere le mani sulle prime copie di importazione, tutti rimasero a bocca aperta. Super Star Wars era un gioco fantastico (forse il miglior platform/shooter del Super NES, o comunque uno dei migliori di sempre per precisione dei comandi e pulizia del gameplay, contrariamente ai suoi due coriacei sequel, rovinati da una curva della difficoltà impraticabile), ma era soprattutto l'impatto grafico che lasciava stupefatti per nitidezza e dettaglio, consentendo, per la prima volta, una reale identificazione nei personaggi del film. La realizzazione di un sogno, insomma, e per di più dopo un'attesa durata quindici anni.

Già solo questo basterebbe per far considerare valido Super Star Wars (o almeno per renderlo più che appetibile, ancora oggi, agli occhi dei tanti fan), ma i tipi della leggendaria Sculptured Software (anche NCAA Basketball, Doom, Mortal Kombat tra i loro trofei sul Super NES) non si limitarono a una ripresa ortodossa della versione a otto bit, impegnandosi invece nel rendere più varia possibile una struttura già solida e arrivando così a costruire uno dei platform bidimensionali più spettacolari della storia. Le ambientazioni principali del film non solo vennero fedelmente riprodotte (sempre al limite di quello che si poteva permettere il Super Nintendo, e qualche volta anche al di là del limite), ma vennero anche caratterizzate dal ricorso a tutta una gamma di varianti di gioco. Dune Sea, Mos Eisley, Tatooine, la Death Star scorrono, così, colorate e credibili nella loro netta diversificazione, con livelli che riproducono le fasi della trama originale, collegate a loro volta da intermezzi descrittivi in cui entrano in scena tutti i protagonisti. Sorprendente, in particolare, la fuga nel deserto di Luke Skywalker a bordo del suo Landspeeder, in puro 3D e Mode 7; altrettanto simile allo spirito (e pure all'inquadratura) originale anche la sortita finale degli X-Wing sulla superficie della Death Star, in una battaglia entrata nella storia del cinema.

Se la componente grafica è fantastica, quella sonora lo è ancora di più: già il tema iniziale (quello che accompagna i classici titoli di testa) è in grado di farvi cadere dalla sedia, con una presenza musicale degna di un qualsiasi CD o DVD, ma anche tutto il resto rimane costantemente su livelli raramente riscontrabili sul Super NES (e ancora meno sugli altri 16 bit). Insomma, in una misera cartuccia si possono ritrovare, intatte e per di più pienamente godibili, tutte le componenti di un mito. Come dice il saggio: certo che se, all'interno dello stesso identico gioco, al posto di Han Solo, Chewbacca e Luke ci fossero stati Ren e Stimpy, probabilmente coinvolgimento e pareri sarebbero stati del tutto differenti (tanto più che il livello di difficoltà è alto e i salvataggi non esistono, facendo così della pazienza un fattore purtroppo imprescindibile). Ma tant'è: così come stanno le cose, Super Star Wars resta uno degli esempi maggiori di quello che si riusciva a realizzare, quasi tre lustri fa, sul Super Nintendo.

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