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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Commodore 64
Last Ninja 2
System 3 | John Twiddy | Mark Cale
29 04 2012

Curiosando qua e là, sia in rete che sulla carta stampata, ho scoperto per caso una curiosa teoria relativa a Last Ninja 2. Alcuni esperti del settore, in pratica, sostengono che all'uscita del gioco la critica e il pubblico non apprezzarono granché la nuova ambientazione moderna, inserita da System 3 in coppia con una trama che vedeva il nobile ninja Armakuni avventurarsi nella New York del ventesimo secolo (dove era giunto per concessione degli dei) per eliminare una volta per tutte il crudele shogun Kunitoki. Strade trafficate, uffici e sotterranei avevano quindi rimpiazzato gli idilliaci scenari del capostipite della serie, lasciando apparentemente con l'amaro in bocca i fan della saga. O almeno questo è ciò che alcuni sembrano pensare.

Io, però, c'ero. Chi ci legge, magari, sarà troppo giovane per rimembrare, oppure avrà iniziato ad appassionarsi ai videogiochi in tempi successivi all'epoca d'oro del Commodore 64, o potrebbe aver semplicemente dimenticato il periodo del debutto di Last Ninja 2, ma io ricordo benissimo cosa accadde. E ciò che accadde, in breve, fu uno spettacolare delirio collettivo. La stampa specializzata andò in brodo di giuggiole e coprì di lodi la seconda avventura di Armakuni, il pubblico si precipitò a comprare quintali di copie del gioco e System 3, come spesso accadeva in quei gloriosi giorni, guadagnò una montagna di denaro. Altro che scarso apprezzamento e diffidenza: Last Ninja 2 segnò uno dei momenti più importanti nella storia del Commodore 64, e per ottimi motivi.

Il primo The Last Ninja era un titolo eccellente, ma presentava alcune pecche che gli impedivano di raggiungere la perfezione. Le sezioni basate sui salti, per esempio, erano spesso troppo ardue da portare a termine con successo, mentre il sistema di controllo poteva talvolta tradire il giocatore e ostacolarne i progressi in maniera frustrante. Nulla di tutto questo, fortunatamente, accadeva in Last Ninja 2: i salti c'erano ancora, dato che costituivano una parte essenziale della struttura della serie, ma non toccavano mai le punte di perfidia viste in The Last Ninja ed erano assistiti da un set di comandi più preciso e reattivo. Il controllo esercitato dal giocatore su Armakuni era visibilmente maggiore anche in combattimento, tra l'altro, con una ricca selezione di armi che rendevano ancor più godibili e serrati gli scontri.

Ma era proprio l'ambientazione, così malignata al giorno d'oggi da certe fonti, a fare di Last Ninja 2 un autentico capolavoro. Dal punto di vista grafico, tanto per cominciare, aveva concesso agli sviluppatori di sbizzarrirsi e mettere in campo una varietà sconosciuta alla maggior parte dei giochi dell'epoca, per non parlare poi della qualità degli scenari. Ogni singola schermata era piena all'inverosimile di piccoli e grandi tocchi di classe, i dettagli abbondavano, i colori scelti dai grafici di System 3 donavano a ogni livello la giusta atmosfera e le strutture che componevano le ambientazioni erano di una complessità mai vista prima. Complessità che si estendeva, chiaramente, sino a toccare le meccaniche di gioco, che traevano un notevole beneficio dall'articolazione dei livelli e che da essa prendevano spunto per allestire ricerche di oggetti e piccoli enigmi che puntellavano egregiamente le massicce dosi di azione pura. La colonna sonora, da parte sua, era quasi commovente nella sua bellezza ed è ancora ricordata come una delle migliori nella storia del Commodore 64: detto questo, detto tutto.

Il modo in cui ogni elemento del gioco si integrava alla perfezione con gli altri, infine, rendeva davvero unico e speciale Last Ninja 2. System 3 era riuscita nel compito quasi impossibile di piazzare un ninja in una metropoli dei nostri tempi senza cadere nel ridicolo, complice un'enfasi sull'esplorazione che non lasciava scampo: bisognava scoprire a ogni costo il contenuto della schermata successiva, sempre e comunque, anche a rischio di saltare la cena o tardare al classico appuntamento con gli amici. Ed è anche per questo che, sulla mia personalissima lista dei più bei videogiochi di tutti i tempi, Last Ninja 2 occupa stabilmente la prima piazza sin dal giorno della sua uscita.

[Shrapnel]


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