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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Commodore 64
SimCity
Maxis | Will Wright
09 04 2012

A volte basta poco per cambiare opinione riguardo a una persona, a un film, a un'affermazione più o meno forte, a una pietanza o a una canzone. Oppure a un videogioco. Magari è sufficiente scovare un'informazione della quale non si era a conoscenza o captare un'attendibile voce fuori dal coro, ed ecco che l'idea che si era fatta strada tra i meandri del cervello viene improvvisamente ribaltata e assume contorni del tutto nuovi, spesso diametralmente opposti ai precedenti.

Prendiamo la versione Commodore 64 di SimCity, per esempio. Pubblicata nel 1989, ovvero nel pieno della febbre scatenata dall'innovativo gioco di Will Wright, era senza ombra di dubbio la meno riuscita tra quelle disponibili, ivi incluse le conversioni sulle altre macchine a 8 bit. I limiti del Commodore 64, dello Spectrum, del CPC e del BBC Micro erano evidenti e fungevano da scusanti per l'esclusione di diverse caratteristiche apprezzate in precedenza su Amiga, ST, PC e Mac, ma sul glorioso 8 bit di casa Commodore era difficile giustificare la pochezza di SimCity. Non c'erano le caserme della polizia e dei pompieri, ferrovie e stadi latitavano clamorosamente, le schermate dei menu erano ridotte all'osso, la gestione delle risorse era incompleta e la grafica, per quanto leggibile, era di una povertà quasi imbarazzante. Il sistema di controllo, affidato per forza di cose alla combinazione di joystick e tastiera, non brillava certo per praticità e immediatezza, mentre il sonoro era ancor più elementare di quello delle altre versioni. Sul Commodore 64, in breve, SimCity era tutto sommato giocabile, ma lontano dai fasti delle versioni a 16 bit e delle più riuscite tra le conversioni a 8 bit.

All'epoca, però, non si era ancora nell'epoca di internet ed era quindi difficile scoprire che la versione Commodore 64 di SimCity non era una trasposizione mal riuscita, bensì la primissima edizione della simulazione di Wright. Il geniale game designer, infatti, scrisse SimCity per C64 addirittura nel 1985, e cioè ben quattro anni prima della sua effettiva uscita sul mercato, e questo nuovo elemento pone il gioco sotto una luce totalmente diversa. Non è più lecito parlare, a questo punto, di un adattamento zoppicante: bisogna invece riconoscere in SimCity per Commodore 64 il punto di partenza dell'intera serie, il che lo trasforma in un interessante primo tentativo di allestire una simulazione accessibile, ma al tempo stesso complessa e composta da una moltitudine di fattori da tenere costantemente sotto controllo. Ciò che manca rispetto alle altre versioni non è il frutto di colpevoli omissioni, ma il segno dell'elaborazione dell'idea di base che Will Wright avrebbe poi portato avanti nel corso degli anni e perfezionato sui 16 bit. Ecco allora che il grande valore di SimCity per Commodore 64 emerge prepotentemente e, sgombrando il campo dalle precedenti considerazioni intrise di amarezza, consente anche di rendersi conto dell'ottimo ritmo tenuto dal gioco, a dispetto della relativa lentezza della CPU dell'8 bit targato Commodore. Tutto torna nella giusta prospettiva, insomma, e SimCity per C64 riesce finalmente a risplendere della gloria che gli è dovuta.

[Nyabot]


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