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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Atari 7800
Ms. Pac-Man
Atari
15 08 2012

Il lancio dell'Atari 7800 fu, a voler essere gentili, un vero e proprio disastro. La promettente macchina debuttò in Nord America nel 1984, ma l'arrivo di Jack Tramiel in casa Atari equivalse più o meno a un tornado e portò, tra le altre cose, all'arresto di qualsiasi piano relativo al settore console. Il 7800, quindi, rimase nel limbo sino al 1986, quando venne nuovamente lanciato con un budget pubblicitario risibile e con la cancellazione della maggior parte delle periferiche inizialmente previste per la sfortunata console. Il risultato di tale discutibile politica fu l'insuccesso del 7800, ma oggi come oggi non si può fare a meno di chiedersi se l'impatto della macchina sul mercato sarebbe stato diverso se fosse stata diffusa a dovere nel 1984 con il suo carico di eccellenti conversioni da coin-op.

Uno degli adattamenti in questione è quello di Ms. Pac-Man, tanto gradevole e curato da poter essere considerato uno dei gioielli della minuscola e impolverata corona del 7800. Il coin-op d'origine non viene di certo ricordato per la prestanza grafica e per gli effetti speciali, ma ciò non toglie che la conversione per Atari 7800 sia sorprendente in termini di fedeltà al cabinato da bar. La sequenza di apertura, per fare un esempio, è la stessa del gioco da sala, con tanto di ingresso animato dei fantasmi e della compagna di Pac-Man, e persino le scene di intermezzo tra un livello e l'altro compaiono in tutta la loro buffa gloria nella versione 7800. Ci sono anche i labirinti multipli (i cui schemi cromatici risultano felicemente riprodotti), ovvero la principale differenza tra Ms. Pac-Man e il classico Pac-Man, e la frutta entra in scena rimbalzando proprio come fa nel coin-op. Il look generale del gioco, a dire il vero, risulta leggermente schiacciato, ma si tratta di un difetto inevitabile: la macchina da bar, infatti, utilizza uno schermo orientato in verticale e gli autori della conversione non avrebbero potuto ovviare in alcun modo alla compressione dei livelli, se non restringendo notevolmente l'area di gioco (scelta fortunatamente ignorata).

L'audio, a dispetto delle limitate capacità sonore dell'Atari 7800, è ugualmente improntato alla massima fedeltà possibile e il ritmo del gioco è indiavolato, nonché visibilmente più serrato rispetto a quanto visto in molte altre conversioni per il mercato domestico. La velocità di Ms. Pac-Man e dei suoi avversari, però, non raggiunge le vette toccate in sala giochi e i percorsi seguiti dai fantasmi non sembrano replicare al 100% quelli mandati a memoria nel corso degli anni dai professionisti del coin-op. Neanche il sistema di controllo, da parte sua, è impeccabile: di tanto in tanto manifesta qualche piccola incertezza, ma la faccenda si riduce a défaillance quasi impercettibili che hanno la stessa rilevanza, prossima allo zero, delle carenze in termini di velocità ed ectoplasmatica accuratezza citate poc'anzi. Il che ci lascia con una conversione encomiabile, oltre che con un'ulteriore prova di forza da parte di una console che avrebbe meritato un trattamento migliore di quello riservatole dai suoi stessi produttori.

[Nyabot]


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