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3malord 3malord è attualmente impegnato nella realizzazione di un progetto segretissimo, così segreto che neanche si fida a rivelarlo a sé stesso, figurarsi agli altri. Ha giurato di non nominarlo neanche sotto tortura, e ha giurato anche di essere disposto a uccidere chiunque metta a repentaglio la segretezza del progetto in questione. Se incontrate 3malord, fategli i complimenti per le sue ottime recensioni. E poi fuggite prima che gli scappi anche soltanto una parola sul suo progetto segreto...

Nintendo Super NES
Pop'n TwinBee
Palcom Software | Konami
04 11 2005

Konami vuol dire fiducia. Fidatevi di questo galbanico slogan, e se vi sembra dejà-sentì è solo perché l'inventore del latticinico inserto promozionale è stato sicuramente stregato da questo gioco. Perché Pop'n TwinBee è vero voodoo gaming. Non è apparenza, ciccia, lardo che cola. Pop'n TwinBee è l'osso, lo scheletro videoludico atto a sostenere emozioni, divertimento, spensieratezza. Detto in soldoni: è il gioco fatto videogioco. Pop'n TwinBee è uno shooter a scorrimento verticale con tutti i crismi del caso: una navetta, un'arma base potenziabile, un'arma fissa ma letale nella corta distanza (il Pop-Punch), vari pod e barriere a supporto. E guai ad imbrigliarlo nel genere dello shooter demenzial-nipponico, perché non ha niente da invidiare a quelli definiti 'seri'. È un gioco che cresce di difficoltà in maniera armoniosa, sincopata con la colonna sonora. È la dimostrazione che tra serietà e demenzialità, l'unica differenza è la mancanza del sorriso. E se poco fa avete capito galvanico, invece che galbanico, vincete in premio una fornitura di rane sezionate, da mettere in pastella ed esporre sul vostro bancone la prossima domenica di sole, nel rumoroso e vivace mercato di Poptown, dove è sempre primavera...

Mentre una folla variegata e multicolore imperversa tra le bancarelle, Pop è indaffarato come al solito con la manutenzione del TwinBee. Definire astronave il TwinBee sarebbe pura follia. Ne uscirebbe offeso. Astronave è un termine troppo generico, che mal si adatta ad un'opera di genio come quella. TwinBee è un'ovonave con i controbulloni. Sì, ovonave. Stupiti? Non dovreste. Vi vien voglia di ridere? Ve lo sconsiglio. Pop è irascibile. TwinBee pure. Due irascibili in qualche metro cubo di pop-aria è quanto di peggio vi possa capitare, in una placida domenica di primavera. Per capirci, TwinBee non è un'ovonave di quelle che si trovano negli ovetti di cioccolata. TwinBee è una fottuta corazzata. E Pop ne è il pilota, comandante, e all'occasione mozzo. E nonostante la sua giovane età, è in grado di rispondere con decisione ad ogni richiesta di soccorso. Per esempio ad una tutt'altro che originale invasione aliena. Delusi? Beh, in effetti nel Popworld chi stende gli storyboard gode di 356 giorni di ferie l'anno. Fortunelli. E se la legge dello Yin e dello Yang è giusta, da qualche parte uno squilibrio si dovrà pur generare, no? Ma se la trama si sta abbronzando altrove, magari nella costellazione di Parodius, non è di sicuro la fantasia, la merce più rara di questo coloratissimo mondo...

Sapete cosa succede durante il puntualudico D-day alieno? Si apre il mercato rionale. Sì, gente, se mai un'invasione aliena ha avuto i connotati di un vivace mercatino di quartiere pieno di frizzi e lazzi, quella è proprio l'invasione del Popworld. Ananas semoventi, dotate delle scarpette da ginnastica più trendy del momento battono le strade di Poptown a caccia di inermi vittime, spandendo nel contempo un caldo odore di tropici. Succosissimi grappoli d'uva, accompagnati da nocciolodotate angurie solcano invece i limpidi cieli della città, mantenendo il nuovo ordine costituito. Ma nel corso dell'invasione, Pop e il suo meccanicompare avranno anche a che fare con granchi e polipi sfuggiti al banco del pesce, e verso la fine del gioco con nemici meccanici, droidi ed il perfido cattivon-scienziato di turno. Giusto per scoprire che in fondo anche le cose più naturali sono ormai prodotte in serie, e che le colture biologiche sono solo un'invenzione pubblicitaria.

Arcobalenico, è il primo aggettivo che mi sovviene per descrivere il mondo creato da Konami. Un'icona dell'uso del colore. Una marmellata ai colori menta, fragola, limone, che aspettano solo di essere avidamente leccati dall'occhio di chi gioca. Non è un caso che sia domenica nel Popworld, ed è una congiunzione astrale negativa quella che ha fatto decidere al baffuto nemico di iniziare l'invasione in un giorno festivo. Perché le campane del Popworld stanno suonando a festa e donano - se colpite dalle armi del TwinBee - upgrade di ogni tipo. Ed il suono delle campane si fonde con quello delle konamiche musiche, mai come in questo caso ispirate, solari, abbronzanti, timpanotitillanti. Musiche bastardamente gioiose, che si nascondono tra la staffa ed il martello, e ne fanno le veci ridondando nella vostra testa anche mentre compilate la dichiarazione dei redditi, o portate l'umido al cancellino di casa. Intrusione della vostra privacy mentale, di certo. Ma nessuno denuncerà la softco nipponica per questo, ancor più certo.

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