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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Apple II
The Oregon Trail
MECC
09 09 2012

Nato come strumento educativo, The Oregon Trail è una di quelle curiosità storiche che compaiono regolarmente nei libri dedicati ai videogiochi. La sua genesi si perde nelle nebbie dei primi anni 70, quando venne progettato per illustrare agli studenti delle scuole elementari statunitensi le difficoltà incontrate dai pionieri nel corso dei loro spostamenti alla metà dell'800. Il valore istruttivo del gioco, in realtà, è stato a volte messo in dubbio, ma ciò non toglie che abbia aiutato migliaia di giovani scolari ad acquisire una certa familiarità con i personal computer, divertendoli durante l'apprendimento e mettendo in luce al tempo stesso una struttura di gioco dotata di lodevole solidità.

The Oregon Trail è fondamentalmente una simulazione a carattere gestionale. Dopo aver scelto una professione è necessario affrontare il duro viaggio verso l'Oregon utilizzando oculatamente le risorse e procacciandosene di nuove lungo il cammino. Gli acquisti più importanti vengono effettuati prima della partenza, ma è durante il tragitto che le scelte più difficili fanno gradualmente capolino. Si può scegliere, per esempio, di risparmiare sul consumo dei generi alimentari per far durare più a lungo le scorte e di ridurre le soste per avanzare più rapidamente, ma si tratta di opzioni da controbilanciare accuratamente con occasionali pasti e pause di maggior entità al fine di evitare spossatezza e infermità assortite. Tutti i componenti della carovana possono infatti ammalarsi e morire (con l'ovvia influenza negativa dei decessi sul risultato finale), così come è possibile perdere diversi capi di bestiame a causa di incidenti di vario genere.

L'esplorazione vanta un innegabile fascino, visto e considerato che porta spesso alla scoperta di nuovi luoghi, ma sono l'atmosfera e i minigiochi a contribuire maggiormente alla gradevolezza dell'avventura. La caccia, in particolare, è un'attività tanto essenziale per la sopravvivenza quanto avvincente, perlomeno per gli standard dell'epoca, rappresentata com'è con brevi sequenze di stampo chiaramente arcade che hanno il duplice pregio di movimentare il flusso del gioco e scongiurare la monotonia che potrebbe derivare, nel caso dei giocatori più giovani, dall'impostazione manageriale imperante.

The Oregon Trail non è diventato un classico semplicemente per via della sua diffusione nelle scuole e per il valore affettivo che vanta di conseguenza presso diverse generazioni di utenti, ma ha guadagnato tale titolo sul campo e ne è tuttora pienamente degno. Il modo in cui mescola l'educazione e l'intrattenimento ha aperto le porte a un intero genere di videogiochi formativi, indicato poi con il termine 'edutainment', mentre la sua ossatura ha retto egregiamente al passaggio delle decadi ed è ancora godibile e foriera di emozioni. Il gioco è stato oggetto di innumerevoli remake e aggiornamenti nel corso degli anni, ma la versione Apple II di The Oregon Trail rimane probabilmente la migliore in assoluto, a ulteriore riprova dell'impermeabilità delle buone idee all'impietoso scorrere del tempo.

[Shrapnel]


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