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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Art of Fighting
Takara | SNK
23 01 2011

Si potrebbe pensare che nella vecchia pila di cloni di Street Fighter possa esisterne almeno uno con una qualche dignità, magari con un paio di nuove idee in offerta. Bene: Art of Fighting (1993) finiva di diritto nella lunga pila in questione, ma nonostante un solido pedigree da coin-op non è poi riuscito a sovvertire lo status quo, allora, e tanto meno riesce a impressionare, oggi, l'occhio smaliziato dei giocatori dei giorni nostri.

Art of Fighting poteva funzionare bene in sala giochi o sul Neo-Geo, dove si era in effetti guadagnato un battaglione di giocatori devoti, ma sul Super Nintendo, spogliato dell'impatto grafico del cabinato e palesemente carente dal punto di vista del frame rate e delle animazioni, mette in evidenza qualche carenza di troppo, magari legata alla conversione made in Takara. Il Super NES in realtà fa quello che può, ad esempio cercando di replicare lo zoom in & out originale, ricorrendo allo scaling, ma in realtà lo sforzo non sembra valere la candela, dato lo scarso dettaglio dei fondali e degli sprite. I quali sprite non possono nemmeno replicare il danneggiamento dei lottatori che caratterizzava Art of Fighting in sala giochi, né danno l'impressione di accusare in altro modo l'impatto dei colpi (e questa è carenza di programmazione). La conversione riprende invece la giusta tendenza a non favorire continui attacchi speciali e anche le bizzarre forme di incitamento che vanno in qualche modo a disturbare gli avversari (un'idea nuova, ma che non influenza più di tanto l'andamento dei match). Gli scontri uno contro uno si susseguono così senza troppe sorprese, sia nella modalità standard da una decina di incontri in toto, sia lungo lo 'story mode' che porterà al salvataggio della solita ragazza rapita dai malavitosi, con la grazia di alcuni bonus game che finiscono per essere la cosa meglio impiantata dell'intero beater SNK/Takara.

In questi casi il '2-player mode' rappresenta spesso il pane e il companatico di tutto il pacchetto, ma l'Art of Fighting per Super Nintendo riesce a deludere anche in questo campo. Sbilanciato, noioso, a tratti illogico, suscita gravi sospetti sulla bontà del motore di gioco: i controlli non sono del tutto intuitivi, a volte sembrano imprecisi ed è comunque troppo facile stringere nell'angolo un altro lottatore senza che questo riesca a fare qualcosa di più che chiudersi in difesa ed aspettare. La stessa componente audio ha chiaramente subìto più di un compromesso durante la conversione e rimane così nella media, non altissima, dei vecchi beat'em up per console. Ennesima conversione Takara per le console a 16 bit, Art of Fighting conferma insomma la proverbiale cocciutaggine della softco giapponese, continuamente impegnata in imprese al limite dell'impossibile senza averne la benché minima capacità. Risultato finale, anche commercialmente parlando, sconfortante: ai tempi i fanatici dei coin-op SNK non si sono sognati nemmeno di toccare 'sta roba e i giocatori occasionali si sono comprati qualcos'altro. Le poche possibilità di sopravvivenza Takara in fondo riuscì a giocarsele solo all'esordio della PlayStation, con quel Toshinden che andava in qualche modo a contrastare il successo di Virtua Fighter. Non abbastanza, comunque e ovviamente, per garantirle un futuro significativo.

[NO1]


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