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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Paladin's Quest
Enix | Asmik
01 08 2010

A guardare le immagini di Paladin's Quest nessuno direbbe che si tratta di un gioco per Super Nintendo: roba da NES anni ottanta, piuttosto. Troppo brutto per essere vero, per un gioco del 1993 e quindi non di primo pelo per la console, e per di più con tanto di firma di Takahiro Taneko, successivamente produttore di cult come Alundra e Wild Arms. Il sospetto, avvalorato dal fatto che il sequel di due anni dopo (Lennus II, come da titolo originale) risulta graficamente identico, è che i colori pastello e la bruttezza dei personaggi siano messi lì a testimoniare la predominanza della sostanza sull'apparenza.

E, almeno per qualche verso, è vero. Ispirato dai primi Dragon Quest, il gioco non a caso è stato poi distribuito in Occidente da Enix, la stessa casa cioè responsabile della celeberrima serie di giochi di ruolo (Dragon Quest IV, V e VI sono stati tra i titoli più venduti per Super Nintendo, nell'ordine di milioni di copie). Paladin's Quest però, oltre a godere di una conseguente struttura bella solida e tradizionale, riesce a tirare fuori anche qualche fase fuori dalla norma. Come nel caso della gestione dei menu, affidata in sequenza rapida ai tasti direzionali del joypad: così, in un ambito classico, in qualche modo si rende più veloce il passaggio attraverso gli infiniti combattimenti a turni. Solo che, tanto per rendere subito evidenti le contraddizioni di un gioco che comunque non può essere annoverato tra i capolavori massimi, è proprio questa trovata che provoca non pochi errori, anche fatali.

Altrettanto contraddittoria si può definire l'impostazione della trama. Punteggiata da frequenti momenti di umorismo, anche involontario, grazie alle sue divagazioni riesce a distrarre dalla solita lunga trafila di battaglie: ma la sua linearità, con poche missioni parallele rispetto alla storia principale, alla lunga stanca (si fa per dire, perché qui abbiamo non più di trenta ore di gameplay, tra l'altro da imputare anche alla lentezza dei protagonisti e mettendo in bilancio la profondità del bel sistema di magie e di assunzione di mercenari). Tirando le somme si può quindi dire che Paladin's Quest vale di sicuro più di quanto possa inizialmente apparire, ma che difficilmente riuscirà a riconquistare qualcuno al di fuori di una specifica cerchia di super nostalgici.

[NO1]


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