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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Commodore Amiga
Pool
Virgin | Archer Maclean
19 07 2011

Archer Maclean, in caso non lo sappiate, è il codemeister che ha inventato Dropzone, International Karate e Jimmy White's Whirlwind Snooker - veri e propri classici del video giocar universale, se ne esiste uno. Il Jimmy White di cui sopra, in particolare, aveva reso particolarmente popolare il nostro Archer in ambito Amiga, grazie a una riproduzione realistica del nobile sport del biliardo e grazie a un 3D scintillante che dimostrava, una volta per tutte, quale fosse la versatilità del computer Commodore.

Il punto però era che la maggioranza degli appassionati del tavolo verde si rivolgevano (e si rivolgono) a varianti di gioco più standard rispetto all'antico snooker, molto british. Di qui la necessità, indotta anche dalle numerose richieste, di riprogrammare il tutto utilizzando regole più conosciute e semplici, riprendendo il motore grafico del prequel. E questo è quanto appunto avviene in Pool (1992), che assomiglia infatti in maniera impressionante al fratello maggiore, a parte orientarsi verso le gare con bocce numerate tanto apprezzate nei paesi anglofoni e soprattutto in USA. Ogni questione opzionabile è stata quindi anche qui opzionata, come si deduce immediatamente dalla toolbar dedicata alla gestione dei colpi (pure stavolta presente), e il gameplay è totalmente realistico. Tanto realistico da far scappare a gambe levate chiunque abbia poco a che fare con stecche, panni verdi, locali poco illuminati e con la fisica dei piani e delle sfere, ovviamente riprodotta con grande precisione e pochi sconti.

Altrettanto precisa è la riproduzione grafica, spettacolare per i tempi, con movimenti veloci, aggiornamento dello schermo senza incertezze e con la possibilità di ruotare l'inquadratura a proprio piacimento, via tastiera, come in qualsiasi 3D effettivo (con l'unica stranezza dei numeri impressi sulle bocce che rimangono fissi nella loro posizione, senza rotazioni possibili). Come al solito è possibile sfidare un altro giocatore via modalità '2 players', ma rispetto a prima è anche possibile ricorrere a tre diversi set di gare, tra otto e nove palle da mettere in buca e tra impostazioni all'americana e all'inglese, e impegnarsi poi in tornei con giocatori controllati dal computer (venti, di cui qualcuno talmente bravo che basta un solo errore per essere spazzati via). Il quadro complessivo è quindi meno monotono rispetto a quello del predecessore, anche se la severità del gameplay e la carenza di contorno (audio molto limitato, p.es.) possono assicurare un divertimento prolungato solo ai fan del genere. Tra i quali non bisogna annoverare quelli affezionati alle varianti in uso dalle nostre italiche parti: qui di boccette o di classiche partite a stecca non se ne parla proprio.

[NO1]


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