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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Nintendo Super NES
Demon's Crest
Capcom
23 10 2005

Demon's Crest non è certo l'unico, né tantomeno il primo gioco dedicato a Red Arremer (o Firebrand che dir si voglia), ma è senza ombra di dubbio il migliore. A precederlo ci sono stati Gargoyle's Quest sul Game Boy e Gargoyle's Quest II sul NES - titoli validissimi, per carità, ma ciò non toglie che Demon's Crest sia tutto un altro paio di maniche. Una pietra miliare nella storia del Super NES, date retta a noi. Nonché, come s'è detto, il migliore tra i racconti delle avventure di Red Arremer (o Firebrand che dir si voglia). Al che, giustamente, sorge spontanea una domanda: chi diavolo è questo Red Arremer (o Firebrand che dir si voglia)? Beh, è proprio questo. Ovvero, per l'appunto, un diavolo. Un demone. Un messo del regno degli inferi. O, per metterla in termini più consoni al mondo dei videogiochi, il demonietto alato dalla pelle rossa che infestava le desolate lande attraversate da sir Arthur in Ghosts'n Goblins, e che da quel momento in poi è apparso, come protagonista o come comprimario, in numerosi altri prodotti targati Capcom.

Ed è proprio da protagonista assoluto che Red Arremer (o Firebrand che dir si voglia) affronta gli eventi narrati in Demon's Crest, che lo vedono alla ricerca di alcune pietre magiche in grado di donare enormi poteri a chi le possiede e di evocare, una volta unite, una pietra dal potenziale illimitato. Gli artefatti in questione sono stati sottratti al protagonista dal suo acerrimo nemico Phalanx, che lo ha poi imprigionato in un'arena costringendolo a combattere contro demoni e draghi. Ed è qui che inizia il gioco. Una volta premuto il tasto Start, infatti, il giocatore si ritrova di fronte ad un drago zombie, senza però che sullo schermo appaia alcuna indicazione relativa all'energia vitale dei due contendenti. Questo perché, con un discreto colpo di genio, Capcom ha reso l'introduzione di Demon's Crest giocabile, dandole però un valore unicamente scenografico. Si può giocare una parte della storia che solitamente verrebbe mostrata unicamente sotto forma di sequenza animata, in pratica, ma non si può morire, perché in effetti ciò non avrebbe molto senso. E già da qui si comincia ad intuire la validità del gioco...

Eliminato il drago zombie, ad ogni modo, si entra finalmente nel vivo dell'azione, strutturata secondo i canoni classici del gioco di piattaforme con esplorazione e combattimenti, e pure con qualche piccolo elemento tratto dagli RPG. Oltre a saltare, cercare anfratti nascosti ed eliminare i suoi avversari sputando fuoco o producendosi in devastanti testate, infatti, Red Arremer (o Firebrand che dir si voglia) può potenziare il proprio corpo acquisendo le pietre magiche a cui sta dando la caccia - pietre che vanno ovviamente recuperate sconfiggendo i boss posti alla fine di ciascun livello. Le trasformazioni attuabili grazie all'impiego delle pietre in questione permettono a Red Arremer (o Firebrand che dir si voglia) di sbloccare porzioni dei livelli precedentemente inaccessibili, il che valorizza ulteriormente la non-linearità dell'avventura. L'acceso alle varie aree da disinfestare è infatti libero e passa per l'esplorazione di una mappa in Mode 7, tramite la quale è possibile scegliere l'area da affrontare. Qualora ci si blocchi all'interno della zona selezionata è possibile tornare sulla mappa e andare a cercare altrove la pietra magica che consentirà di superare l'ostacolo incontrato, a tutto vantaggio della profondità del gioco.

L'azione piattaformica, dal canto suo, beneficia delle notevoli capacità atletiche del protagonista, in grado di direzionare i suoi salti, di rimanere in volo dopo aver spiccato un balzo e di aggrapparsi alle superfici rocciose. Ne deriva la possibilità per gli sviluppatori di allestire livelli più contorti, immancabilmente sfruttata a fondo e con ottimi risultati. A fare il paio con una giocabilità tanto elevata è poi possibile trovare una realizzazione audiovisiva senza rivali sul Super NES, fatta di tinte ricercate ed elementi oscuri e arzigogolati per i fondali, di animazioni bizzarre al punto giusto, di personaggi disegnati con stile e di temi musicali cupi, persino tendenti al tragico. Il che fa di Demon's Crest, come s'è detto in apertura, una pietra miliare nella storia del Super NES. O un capolavoro che dir si voglia...

[Shrapnel]


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