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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega Drive
NBA Live 95
Electronic Arts
05 10 2009

Ormai sapete bene come vanno le cose. Ogni anno Eletronic Arts giura che il prossimo dei suoi giochi sportivi sarà il migliore di sempre, che sarà una rivoluzione rispetto a quello dell'anno prima. Un numero evidentemente plausibile di disgraziati, per motivi tutti loro, raggiunge i negozi, tira giù dallo scaffale l'edizione rinnovata di Madden/NBA Live/FIFA/PGA Tiger Woods/NHL e se la porta a casa, solo per scoprire due giorni dopo di avere comprato lo stesso gioco dell'anno prima, con un nome leggermente diverso. Schema da ripetere all'infinito, salvo rara eccezione.

Questo NBA Live 95 per esempio, primo rappresentante di una linea genealogica che si allunga fino ai giorni nostri. Imparentato direttamente con i primi tentativi, francamente arcaici, di Electronic Arts in campo cestistico, NBA Live 95 riprendeva solo in parte i motori di gioco dei suoi progenitori, per inserirli all'interno di una simulazione più completa e graziata da una rivoluzione grafica per una volta avvertibile. Abbandonata la classica inquadratura laterale, infatti, si andava a recuperare la visuale isometrica (dall'alto e di tre quarti, in un tentativo primitivo di tridimensionalità) lanciata con successo da FIFA Soccer qualche tempo prima. Meno immediatezza, ma più spettacolarità e più controllo di campo, insomma, con in più la volontà di rendere più realistico il tutto, dalle tribune ai movimenti e alla riproduzione dei giocatori. Un po' meno in questa versione per Mega Drive, visibilmente più 'rough around the edges' rispetto a quella per Super Nintendo, ma di sicuro caratterizzata da animazioni meno traballanti e dalla solita superiorità di gameplay quando si trattava di convertire titoli sportivi di Electronic Arts (qui grazie ai bravi programmatori di Hitmen Productions). In tutti e due i casi, comunque, il recupero dell'impostazione dei vecchi NBA Playoffs (Lakers vs. Celtics, Bulls vs. Lakers ecc.) restava appunto parziale e portava a partite più ricche di opzioni, schemi da scegliere, varianti, imprevisti, contropiedi e intensità.

A dire la verità, oggi come oggi, non ne posso proprio più di simulazioni di basket tutte uguali (basandoci sugli ultimi quindici anni, qualcuno saprebbe davvero dirmi quale è la differenza effettiva, non dico tra un NBA Live 99 e uno del 2005, ma anche tra un basket Electronic Arts e un 2K1 di Sega Sports? Speriamo in Wii, ma non ci credo molto). Il vecchio NBA Live 95, perlomeno, per la prima volta metteva in campo un ventaglio di opzioni da simulazione adulta e, al contrario, permetteva ancora una spontaneità vecchio stile, con ore di gioco che scorrevano come bicchieri di acqua fresca. Certo questo comportava spesso il non sfuggire alla pericolosa sindrome del correre lungo il campo e tirare senza pensarci troppo (fattore compensato in maniera imperfetta da una gradazione della difficoltà che andava a scatti e da una decente personalizzazione dei cestisti), ma alla fine bisogna ammettere che una impostazione iperrealistica, come quella che si sta invece affermando ai giorni nostri, può portare a una caduta di giocabilità e può portare tutti noi, se proprio vogliamo inseguire la realtà, a recarci al campetto più vicino con qualche amico. Che poi sarebbe la soluzione più salutare.

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