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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Nintendo NES
Bubble Bobble Part 2
Taito
19 10 2005

Parlare di Taito equivale da sempre al parlare della pura essenza del videogioco, della giocabilità allo stato primordiale. Certo, la vena creativa della storica softco nipponica si è decisamente attenuata in questi ultimi anni, ma la Taito storica, quella dei vecchi tempi, è unanimemente riconosciuta come un sinonimo dell'autentica sostanza dei videogiochi. Tanto per dire, avete presente Bubble Bobble? Bene. E Parasol Stars? Benissimo. Due capolavori di giocabilità, due pietre miliari. Ora metteteli in un calderone, aggiungete il feeling ed i controlli intuitivi tipici dei giochi per NES ed avrete un altro capolavoro, decisamente meno noto dei due citati poco sopra, ovvero Bubble Bobble Part 2. Troppo bello per essere vero? Beh, fate bene ad essere increduli, perché Bubble Bobble Part 2 ha davvero qualcosa di magico, quella scintilla che distingue i vecchi capolavori dalla miriade di giochi tutti uguali che capita di vedere oggi come oggi sugli scaffali dei negozi. Sarà anche un'emozione vecchia, demodè, ma vedere un pacioccoso draghetto che caracolla per le piattaforme è una vera gioia, tanto più che l'animazione (assolutamente spassosa, pur essendo realizzata con un numero di frame minimo) è l'unico tocco che mancava al primo Bubble Bobble per completare l'opera di assegnazione del carisma ai protagonisti. Anche molti degli avversari da affrontare in Bubble Bobble Part 2 provengono dal primo capitolo della serie, e ad essi vanno aggiunte le nuove entrate preparate dai designer Taito appositamente per questo secondo episodio (indimenticabile, tanto per fare un esempio, la fiammella da estinguere, presente sin dai primi livelli).

Il level design è eccellente, così come la calibrazione della difficoltà e la reattività del draghetto, ed al contrario di quanto accade nella maggior parte dei titoli 'moderni' i crediti a disposizione non sono infiniti, bensì fissati a 5, il che obbliga il giocatore a concentrarsi e a impegnarsi esattamente come farebbe in sala giochi. La sezione audio è purtroppo limitata dalle possibilità del NES, appena adeguate già all'epoca e a dir poco risibili al giorno d'oggi, ma quello che conta di più in un prodotto di questo tipo non è certo la musica, ma la giocabilità. E quest'ultima, fortunatamente, abbonda. Alla fine della fiera Bubble Bobble Part 2, pur girando su una macchina appartenente a quella che potremmo definire la preistoria del videogioco, dimostra per l'ennesima volta che non è la tecnologia a fare grande un gioco, ma che piuttosto è vero il contrario. Il che dovrebbe far riflettere almeno un pochino...

[Shrapnel]


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