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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
World Cup Striker
Elite | Rage
11 06 2010

Analogie tra l'imminente mondiale di futbol 2010 e quello del 1994 in USA ce ne sono, e pure troppe. La febbre continua a salire, comunque, mentre i giornali pubblicano guide, le televisioni promettono servizi inappuntabili, i campioni si affollano ai check-in ed è difficile entrare in un negozio senza imbattersi in una folla di giochi dedicati alla Coppa del Mondo, come al solito. Speriamo solo che il prodotto finale non sia sconfortante come quello di sedici anni fa, caratterizzato da un tatticismo esasperato, gioco lento, caldo asfissiante e da una finale, quella tra Italia e Brasile, tra le più noiose che mente umana abbia mai potuto concepire. E speriamo soprattutto che la temperatura, in questo caso probabilmente accettabile, non finisca per tramortire i nostri poveri (!) eroi della pelota, come accadde invece negli stadi a stelle e strisce.

Tutto ciò per dire che, incredibilmente, la copertura del campionato sudafricano 2010 da parte delle attuali softco non è paragonabile a quella che venne concessa ai tempi dai vari Mega Drive, Super Nintendo, Amiga, PC, Game Boy e annessi e connessi (il che la dice lunga sullo stato di salute di cui godeva l'industria dei videogiochi a 16 bit a metà novanta). Questo però non significa che la qualità media delle produzioni dedicate alla vecchia World Cup 94 sia stata sempre di alto livello. In alcuni casi, anzi, ci si era limitati a dare una bella riverniciata a prodotti già esistenti, aggiungendo in copertina il logo USA 94 e amen. E questo è proprio il caso di World Cup Striker, simulazione della britannica Rage famosa soprattutto per l'utilizzo massiccio del Mode 7 nintendiano, a imitare un piccolo 3D, e per il numero esagerato delle sue edizioni e contro-edizioni. E famosa anche perché descritta dalla stampa inglese del tempo (guarda un po') come uno dei migliori tentativi di riprodurre il calcio in maniera convincente. Il che poteva valere, forse, per l'ottima edizione Amiga, ma davvero riguardava poco questa ennesima conversione per Super Nintendo. La quale, per quanto spettacolare, completa e migliorata rispetto alla precedente, soffriva lo stesso di tanti e tali buchi di programmazione da risultare fondamentalmente poco interessante sedici anni fa e ancora meno sopportabile al giorno d'oggi.

In realtà ci si trova quasi di fronte a un caso di 'Sotto il Vestito Niente', perché al di là di un confezionamento inappuntabile e di un impianto grafico di prima classe, il gioco c'è e non c'è. O meglio: facilità di uso e divertimento superficiale (solo se non si gioca da soli, però) vengono in qualche modo preservati, ma se si va un po' più a fondo ci si imbatte in una esilità di gameplay che finisce per annullare ogni coinvolgimento, in tempi davvero brevi. Anche un neofita, infatti, ci mette poco a capire che qui tutti gli errori fondamentali delle simulazioni di calcio sono stati commessi: costante facilità di goal da determinate posizioni, gioco di squadra inesistente, azioni in solitario favorite al massimo, comportamento lunatico dei portieri, qualche perplessità di troppo anche nelle collisioni tra gli sprite. Chiaro che scegliendo le squadre più deboli o giocando in due (o in più, via adattatore) alcune di queste défaillance si annullano, se non altro perché la terribile intelligenza artificiale viene compensata da quella presumibile dei giocatori, ma al di là di questo rimane giusto il contorno. E cioè: zillioni di giocatori con i loro nomi autentici, decine di squadre nazionali, un bel numero di competizioni, presentazione eccellente delle partite, buona velocità di gioco (anche troppa se si sceglie la variante del calcio indoor), una vagonata di opzioni e la bella grafica di cui sopra. Ma, appunto, è solo contorno e non riesce certo a salvare la baracca.

[NO1]


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