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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Metal Marines
Mindscape | Namco
30 05 2010

Che li ami o li odi, i giochi di strategia sono ormai tra noi e ci resteranno a lungo. Un tempo erano però merce rara, in particolare sul Super Nintendo. Tant'è vero che a leggere quanto scritto sulla scatola di Metal Marines (1993) quasi tutti penserebbero all'ennesimo gioco d'azione, senza tante complicazioni annesse. Le note di copertina promettono infatti continui raid da parte di non meglio precisati commando e battaglie furiose, il che, unito al nome Namco di cui si fregiava la produzione originale, potrebbe far pensare solo a duelli feroci tra i Metal Marines di cui sopra. Guardando da vicino le immagini sul retro di copertina si può però notare una griglia grafica tipica di una moltitudine di 'god/construction/managerial game'. Strano. Poteva davvero una compagnia allora famosa solo per i suoi prodotti arcade tentare la via della strategia, per di più su una console e cercando anche di confondere le carte già sulla confezione del gioco? Embè, sì.

Messo quindi da parte ogni dubbio, ci si ritrova con personaggi in stile manga, robottoni giganti simil-Gundam e con un'interfaccia estremamente facile da usare, per muovere il tutto. Il quale tutto non differisce poi molto, come scopo ed entità, da quanto accadeva nel celebre Sim City, solo che qui il taglio è bellico, più fantascientifico, meno gestionale e comunque manca completamente della lunga progressione temporale del classico di Maxis. In questo caso ognuna delle missioni (20) inizia in una nuova isola da colonizzare e non comporta vantaggi derivanti dalle precedenti conquiste. Questione di gusti: solo che ci si domanda quanto più grande sarebbe stato il coinvolgimento se si fosse ricorso a campagne militari collegate, a lungo termine. Allo stesso modo avrei gradito la presenza di una maggiore varietà di attacchi e di armi da utilizzare (e dato che ci siamo, anche di una grafica meno minimalista, qui invece troppo in linea con i giochi da tavolo tipo Risiko e poco con una opportuna atmosfera post-apocalittica). Alla fine l'intero gioco risulta meno complesso di quanto possa apparire all'inizio, consentendo così una familiarità con le opzioni e le strategie presenti realizzabile, in pratica, in pochissimo tempo. Ma tutto sommato questo non è un vero difetto, dato che consente al gioco di fluire liberamente, senza trovarsi bloccati in un labirinto di statistiche e fasi tattiche incomprensibili. Tanto più che l'impostazione generale è in tempo reale, per fortuna, il che annulla i tempi morti e inietta nel vivo dei combattimenti un'urgenza che non può fargli che bene. Insomma, ancora adesso Metal Marines non mi dispiace, al contrario di quanto spesso mi succede e mi succedeva con titoli analoghi, e penso che possa anche rappresentare un esempio di come un intero genere poteva evolvere (salvo poi prendere una via completamente diversa).

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