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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Pop'n TwinBee: Rainbow Bell Adventures
Konami
27 09 2009

Per qualche tempo la mia idea di incubo è coincisa con quella di trovare nei negozi solamente platform game. Un po' come ritrovarsi con alla radio solo Gigi D'Alessio e Nek. Poi non è stato proprio così, grazie a Dio (Dio però ancora non ce l'ha fatta con Gigi e Nek), ma, cazzo, il pericolo è stato bello grosso, per molti anni.

Non è che io odiassi i giochi a piattaforme di una volta (primi Novanta fino ad avvento PlayStation): a dire la verità, molti dei videogiochi più importanti hanno vissuto proprio sulla base di salti da e per queste mensoline sparpagliate tra i paesaggi e brevettate dal primo Mario. Gli è però che ogni tanto vorrei dire qualcosa di nuovo e divertente in merito: mi ritengo una persona creativa e attenta, ma, anche dopo una ponderazione durata interi lustri, in molti casi l'ispirazione non viene proprio fuori. Ditemi voi infatti cosa cavolo c'è rimasto da dire di nuovo su giochi come questi. Come questo Pop'n TwinBee: Rainbow Bell Adventures.

Oddio, Rainbow Bell Adventures, bisogna ammetterlo, ha i suoi bravi meriti, a cominciare da quello di essere un gioco del periodo aureo di Konami con tutto quello che ne consegue (produzione senza sbavatura alcuna, grafica scintillante con tutta la gamma pastello e tutti gli arcobaleni che il titolo promette, sonoro divertente, '2-player mode' travolgente), come pure quello di derivare in pieno dal precedente Pop'n TwinBee (1993) - titolo osannato e a sua volta indirettamente derivato da un vecchissimo coin-op quasi omonimo. L'ispirazione stranamente sembra però arrivare più dalle parti del Sonic Team che da quella dei classici Konami. Niente trovate particolari, insomma, come anche pochi momenti veramente topici, a favore invece di un modello di gioco molto diretto e basato più sulla velocità che sulla precisione (anche se gli stop necessari a raccogliere le campanelle bonus fanno scendere il ritmo). Basta comunque dare un'occhiata al sistema di caricamento della velocità, alla presenza di animali mutanti, a quella di tubi da accelerazione e alla gestione dei bonus per capire che Rainbow Bell Adventures è molto più vicino a Sonic che, ad esempio, all'intenso Sparkster/Rocket Knight della stessa scuderia. Solo un po' più carino da vedere, un po' più shooter, un po' più esplorativo (con tanto di mappa) e un po' più facile. E meno affascinante. Alla fine: non vengono fuori grosse pecche, ma a parte l'ottimo '2-player mode' collaborativo/competitivo, le cose che fa Rainbow Bell Adventures sono state fatte già da altri e meglio. Non che questo sia poi così importante, a quindici anni di distanza e con una pila di platform da rigiocare alta così.

[NO1]


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