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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Commodore Amiga
Double Dragon 3: The Rosetta Stone
Storm | Tradewest | The Sales Curve
24 01 2010

Dopo aver passato i precedenti episodi a soccorrere fidanzate rapite dal cattivo di turno, Billy e Jimmy Lee si sono finalmente conquistati una solida reputazione come picchiatori professionisti e sono stati assunti da un misterioso tizio per andare in Egitto, via Cina e Italia, a ritrovare la trafugata e adesso frammentata stele di Rosetta (la quale, come tutti sanno, contiene il segreto della sapienza dell'Oriente o qualcosa del genere, e ci ho dovuto mettere una parentesi perché il periodo diventava troppo aggrovigliato e la storiella pure).

Storiella comunque improbabile, come d'altra parte tutte quelle che riguardano i due fusti provenienti da lontane ere del videogiocar menando. Si viaggia così, come tradizione vuole, lungo rettilinei pieni di disgraziati da pestare, solo che al posto dei vecchi sprite in stile cartoon qui abbiamo personaggi più votati al realismo, mentre al posto dei classici panorami urbani ci vengono concessi anche deserti, templi e ambienti di varia ispirazione etnica. In fondo non c'è molto da dire riguardo alle scene: a rivederle oggi sembrano vuote e abbastanza irreali, anche se la gamma va dal disperato a un livello grafico, diciamo, da primo Streets of Rage. Anche il gioco in sé si rivela vuotino: gli avversari si comportano come dei martiri, così che il solito repertorio di camminate, calci, pugni, salti e qualche attacco speciale può essere replicato con poche varianti, come una nuova combo dedicata al gioco in coppia e dei negozi di armi da visitare.

Double Dragon, alla sua terza uscita su Amiga, riesce a replicare e spesso a superare il coin-op Technos di origine, al contrario delle parallele conversioni per le piattaforme del tempo (Commodore 64, NES, Spectrum), molto più approssimative. Il punto, però, era che già allora (1991) aspetto e gameplay del coin-op apparivano vagamente old fashioned, e figurati oggi. Spalmato su due floppy disk e lungo cinque stage dedicati alle tappe della missione (USA, Italia, Giappone, Cina e Egitto), Double Dragon 3 offre anche una sfida niente più che relativa, rispetto ai successivi standard dei picchiaduro, ma perlomeno ha dalla sua una presentazione meglio assemblata e una insolita gestione della strategia, con più modi per utilizzare crediti e finanze acquisite. The Rosetta Stone resta quindi quello che è sempre stato: un buon vecchio picchia-picchia a scorrimento, da indirizzare però solo ai nostalgici puri delle avventure di Billy e Jimmy Lee (e forse a quelli di Grosso Guaio a Chinatown, di cui in qualche modo recupera l'atmosfera).

[NO1]


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