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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Mega Man X
Nintendo | Capcom
30 07 2008

Preparatevi a uno shock perché questo è - gasp! - qualcosa di mai visto: un platform per Super Nintendo. Ora: disquisire se aveva senso o no produrre giochi tutti uguali nel 1993 è un po' come discutere oggi se aveva un senso o no il glam rock inglese dei primi anni settanta: non interessa più a nessuno e comunque è una questione talmente sbiadita che tutte le argomentazioni in merito possono essere ribaltate (il kitsch, per dirne una, è così involuto nel suo invecchiare male che può anche tornare di moda: vedi i T-Rex di Marc Bolan, tanto per restare in argomento pop rock).

Mega Man X. La X dovrebbe indicare che questa è la decima comparsa su console dell'eroe Capcom dopo nove uscite tra NES e Game Boy dalla metà degli anni ottanta, ma la situazione non è del tutto limpida data la successiva uscita di un Mega Man X2 e di un X3. In effetti il titolo allude alla cronologia, ma si riferisce anche alla denominazione incerta affibbiata al protagonista, quando il piccolo ciber-eroe viene scoperto all'interno di una capsula criogenica sigillata per prolungarne la quarantena. Fatto sta che, nel 1993 e dopo la svolta a 16 bit, questo era proprio il gioco che gli aficionados della serie si aspettavano di avere, nel senso che nel male e nel bene qui si riprendono tutte le caratteristiche di base dei primi episodi. Nel male, due o tre cosette sufficienti a farmi urlare e distruggere l'ultimo joypad superstite: l'impossibilità di evitare i colpi abbassandosi, il modo in cui il nostro eroe può cadere dalle piattaforme in seguito ad alcuni attacchi non evitabili e l'obbligo di ricominciare i livelli dall'inizio in caso di decesso. Nel bene, tutto il resto o quasi. L'intera serie Mega Man, infatti, è sempre stata apprezzata per l'approccio creativo al character design (peccato per l'assenza del cane Rush, in questo caso), per la cura dei dettagli non solo grafici e per la presenza di un gameplay tosto come un chiodo da bara, ma perlomeno rigoroso nella sua logica.

Ai tempi Capcom, in lieve flessione, si guardava bene dal rischiare un solo yen in produzioni avventurose: l'atteso debutto a 16 bit di Mega Man finiva così per presentare una nuova serie di cattivi da eliminare, come pure un arsenale nuovo di zecca da utilizzare all'uopo, ma molti elementi provenienti dal passato potevano essere individuati dagli aficionados in brevissimo tempo. Capcom non rinunciò poi ad introdurre qualche altra novità collaterale, come era giusto che fosse: ad esempio nuovi power-up da ricercare e menu molto funzionali da richiamare in continuazione. Insomma: sempre di un frenetico platform cum shoot'em up si tratta, rispettoso tra l'altro di tutti i canoni del suo genere, ma perlomeno qui tutti i cliché vengono utilizzati solo dopo adeguato rimaneggiamento, tanto che alla fine ci si chiede perché miglioramenti tanto semplici siano arrivati all'interno della serie con un ritardo così grande. Il tutto viaggia su livelli di eccellenza, quindi? Direi di no, alla faccia del pedigree e di una impostazione audio/video da primo della classe, spalmata lungo i chip di una capiente cartuccia da 16 megabit (occhio agli effetti in parallasse, alle animazioni e alla sovrabbondanza di elementi grafici di contorno). E così alle due o tre pecche di cui sopra si deve aggiungere il fatto che i nove livelli disponibili non sono poi così sviluppati come si potrebbe supporre e soprattutto (scusate) il fatto che di piattaforme e annessi io non ne posso più già dalla metà dei novanta: sarà una questione soggettiva, non terrà conto dei gusti di tanti altri giocatori, ma un'allergia, una volta partita, è un'allergia e amen (tanto per dirne una: ma come, ancora livelli sott'acqua, ghiacciati, sotterranei, con lava, foreste, carrelli da miniera? Ma non non c'era niente altro nel mondo dei platform?). Buon successo di critica e grandissimo entusiasmo da parte dei fan club dedicati, comunque, per una versione deluxe di quello che era da sempre uno dei capisaldi di Capcom: nulla di sconvolgente, almeno secondo me, ma con un impatto sufficiente a far produrre in pochi anni altri due episodi delle saga del robottino sul Super Nintendo, con relativi porting su PC a testimoniare quanto Mega Man fosse popolare ai tempi.

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