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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Super Castlevania IV
Konami
25 02 2008

Sono le tre di notte. Sei lontano da casa, fa freddo, hai fame, i lupi ululano in lontananza e non c'è un posto dove dormire. Chi se ne frega. Sei un vampiro, no?

Il punto è che da generazioni milioni di videogiocatori cercano di ficcarti un palo di frassino in petto e quel mastino di Simon Belmont non fa che inseguirti armato di frusta. Una storia che va avanti dai tempi del NES e che ha avuto il suo zenith con Rondo of Blood (PC Engine) e con questo Super Castlevania IV, uno dei titoli di attacco del Super Nintendo Entertainment System. Difatti, per ironia, tanto maggiori sono stati gli sforzi per far rivivere i fasti della serie Konami in questi tempi da 3D, tanto più evidenti sono stati i fallimenti. Insomma, pare che le avventure di Belmont e dei suoi parenti e compagni di caccia siano arrivate a perfezionare la loro meccanica circa una quindicina di anni fa, e da allora in poi qualsiasi rimaneggiamento sia risultato fatale.

I videogiocatori dei giorni nostri, e in particolare quelli meno esperti, devono comunque essere avvertiti: qui siamo al massimo grado di severità, con nessuna speranza per avventurieri con poca coordinazione occhio-mano e magari abituati alle politiche da avvicinamento del Nintendo DS ai quarantenni. Il menù è fisso e riporta molti piatti tradizionali: intensità al limite, ripartenze obbligate, salti millimetrici tra scheletri, morti viventi, pipistrelli, fuochi fatui e vampiri che infestano scale e piattaforme delle dimore del conte Dracula. La difficoltà è inferiore rispetto a quella dei primi episodi (partendo come Vampire Killer su MSX e poi su Nintendo 8 bit, Commodore 64, Game Boy, coin-op e PC, Castlevania aveva sempre incontrato il favore degli hardcore gamer), ma è comunque sufficiente a provocare attacchi isterici in chi non è abituato a questi ritmi. Già nella prima parte i decessi risultano frequenti, ma quando si arriva nella seconda metà delle undici ambientazioni principali la mortalità si alza parecchio, con nemici che vi possono rispedire al mittente con un paio di colpi bene assestati.

Il team Konami, cambiato rispetto a quello che si era sobbarcato i passaggi di Vampire Killer su NES, aveva comunque pensato bene di correggere qualche mancanza del gameplay: qui ad esempio c'è la possibilità di modificare la traiettoria dei salti, con il nostro Belmont ancora in volo. Questo e l'inserimento di novità anche importanti (la possibilità di usare la frusta come una liana per superare gli ostacoli più impegnativi) dà effettivamente più fiato al gioco, grazie anche ad una atmosfera da horror game antesignano e ad una accentuazione delle performance acrobatiche. Le versioni esistenti di Super Castlevania IV, tra l'altro, non sono tutte uguali: la più interessante è sicuramente quella NTSC Jap, sia per l'assenza di qualsiasi forma di censura (sangue, croci o accenni alla nudità), sia per la qualità degli effetti audio, sia per la reattività dei boss di fine livello (tra l'altro la versione giapponese non comporta difficoltà di linguaggio, in quanto quasi completamente in inglese). Costanti rimangono invece la grafica datata (ci sono momenti esaltanti da Mode 7, con rotazioni e pseudo 3D, ma d'altra parte la produzione, che coincide quasi con l'esordio del Super Nintendo, ha molti anni sul groppone) e la qualità della colonna sonora, una pietra miliare del suo genere. Ovviamente meno perfezionato rispetto alla successiva uscita su PlayStation, sicuramente superiore rispetto al Castlevania rivale presente su Megadrive, Super Castlevania IV può comunque essere considerato uno dei classici a 16 bit da salvare a prescindere da tutto, con una larga fetta di fan-club pro-Castlevania che lo inserisce da sempre in testa alla lunga lista dei remake e controremake transilvanici.

[NO1]


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