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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Super F1 Circus
Nichibutsu
17 12 2007

Fino all'avvento della PlayStation, per i fanatici del mondo della Formula 1 c'era poco da fare: se si trattava di applicare seriamente la loro passione ai videogiochi, l'unica era affidarsi ad un PC e a Geoff Crammond. Poche eccezioni in questo campo: tra queste il leggendario F1 Circus.

Mai importato in Occidente, non è poi difficile capire perché la maggior parte dei giocatori scappava lontano un miglio già al primo contatto con le sue schermate. Perfino allora la grafica del gioco Nichibutsu appariva infatti poco spettacolare nel suo piccolo andante, e se a questo aggiungiamo un sonoro approssimativo ed una fisica dei movimenti elementare, diventa immediatamente comprensibile perché solo pochi coraggiosi se la sentivano di tirare fuori le canoniche 120.000 lire per portarselo a casa, sul loro Super Nintendo (più annesso adattatore per i giochi NTSC: altre 40.000 lire). E invece Super F1 Circus catturava l'essenza del mondo delle monoposto in maniera eccellente. Realizzato quando la FIA non aveva imposto le regole che avrebbero reso le corse più sicure (ma anche più noiose e adatte alle telecronache), Super F1 Circus riproduce benissimo l'atmosfera dei primi anni novanta: circuiti veloci, auto più difficili da guidare, meno pit stop, uscite di strada sempre in agguato e piloti come Senna, Mansell, Prost, Berger e Schumacher a battagliare (anche se in realtà non tutte le versioni avevano una vera licenza ufficiale FIA).

Sviluppato con la collaborazione del reparto corse dell'allora fantastica Lotus, Super F1 Circus riusciva a imitare la sua controparte reale a un livello inusuale (per i tempi) di plausibilità: i componenti delle auto si deterioravano a seconda delle vicende, tutti i tipi di segnali e bandiere erano presenti, i freni venivano messi a dura prova perché qui non bastava decelerare per restare in traiettoria, i cambiamenti meteo richiedevano scelte strategiche e i ritiri erano molto frequenti (le corse potevano essere perse alla prima curva: bastava danneggiare un pneumatico contro una barriera e amen, con un realismo che rendeva il gioco duro come una roccia, ma corretto nel senso della verosimiglianza). Per quanto spartano del punto di vista visivo, insomma, F1 Circus riesce ancora ad essere più eccitante di tanti suoi pronipoti a poligoni e texture: affrontare i grupponi di concorrenti (con la ripresa dall'alto e la velocità delle macchinette superare auto e curve non è uno scherzo da ragazzi, in particolare sulla versione per Megadrive), decidere il tempo dei pit stop, imparare a controllare le sbandate di potenza sono tutti fattori decisamente poco masticabili, ma che danno soddisfazione una volta padroneggiati. Un titolo di nicchia insomma, col tempo diventato introvabile e quasi leggendario, un po' come può esserlo una vecchia spider inglese per un appassionato di motori: forse proprio per questo Super F1 Circus non ha perso proprio nulla del suo fascino.

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