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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega Drive
Fever Pitch
U.S. Gold
25 05 2008

Praticamente ogni aspetto del football è stato investigato, attraverso centinaia di titoli. Andare a cercarsi il 'gioco de calcio' ideale all'interno di un ventennio di invasione del mercato fa, quindi, un po' l'effetto di perlustrare una biblioteca enorme alla ricerca di un libro sconosciuto, senza avere il numero dello scaffale. Alla fine il disorientamento è molto simile a quello che mi capitò di avvertire quando, in uno scalcinato negozio di videogiochi, provai a chiedere come era questo Fever Pitch. Risposta del tizio al bancone: è un 'gioco de calcio', no?

In somma: un gioco di calcio è quello che è, sono tutti fatti della stessa materia, cosa vuoi tirarci fuori di diverso? Ovviamente, mi permetto di dissentire. Tanto per cominciare, attraverso tanti anni di tentativi di riportare in video uno sport solo apparentemente lineare si è creata una piccola aristocrazia di blockbuster (che so, Winning Eleven, Sensible, FIFA) che non in tutti i casi riflette una qualità di fondo incontestabile. Nettamente separata da questa si muove e si è mossa una minoranza, molto poco omogenea, di titoli di seconda fila meno celebri, ma non per questo aggravati da complessi di inferiorità. Tra questi, appunto, il buon vecchio Fever Pitch. Il quale, a parte portare lo stesso nome di un bel film interpretato da Colin Firth e incentrato sulla vita di un tifoso dell'Arsenal, aveva tra l'altro il merito di distaccarsi dal gruppo delle altre simulazioni per andare ad abbracciare una filosofia particolare. Cioè quella che p.es. caratterizzò il successivo NFL Blitz facendolo allontanare, anche lui, da quello che si poteva trovare in qualsiasi altro football (americano, stavolta) per console. Poco realismo, uno spruzzo di violenza e l'accento spostato su un modo di giocare più liscio, meno problematico, era il programma di base che i programmatori di Fever Pitch avevano deciso di seguire a tutti i costi. Risultato finale: un calcio dai ritmi elevati e vicino a quello che si può vedere sui campetti da dilettanti (palla avanti e pedalare).

Il tutto potrebbe tradursi in una gigantesca rissa pallonara: per fortuna, però, il massiccio intervento della CPU riesce a sbrogliare la matassa consentendo movimenti organici delle squadre, con giocatori senza palla che vanno ad occupare la migliore posizione possibile quando si tratta di attaccare (un po' meno di difendere) e con una differenziazione dei calciatori che consente ad esempio di saltare in velocità un terzino e di dover invece elaborare una strategia differente per superarne un altro. La stessa impostazione di base influenza i portieri e si riflette nel minuscolo calcio mercato che consente di acquisire dei giocatori particolarmente abili per potenziare le squadre. Le star disponibili hanno in effetti dei comportamenti talmente specifici (tiri potenti, maggiore velocità, capacità di saltare l'uomo) da riuscire a rivoluzionare lo status delle compagini presenti. L'assenza di un vero e proprio realismo, testimoniata anche dalla povertà del quadro opzioni, non deve però far pensare a un gioco facile o a un qualcosa di vicino ai climi di un NBA Jam (acrobazie, botte da orbi & amen): qui una logica di squadra è presente, la violenza è marginale e comunque i falli vengono fischiati, solo che la frequenza con cui si manifesta l'evento è talmente bassa da annullare ogni rischio di frammentazione delle azioni. Fever Pitch è insomma una simulazione senza pretese (o almeno così appare adesso, mentre ai tempi l'impegno commerciale e non di U.S. Gold fu invece di portata sorprendente, se si tiene conto che il 1995 coincideva con la fine dei 16 bit), un quasi arcade che riesce però a catturare almeno una delle componenti fondamentali dello sport d'origine, e cioè l'eccitazione. Non è un fatto da poco, tenendo conto di quanto sia ingessato il calcio di oggi, e se lo si va ad aggiungere alla bontà dell'impianto grafico, per certi versi superiore a quello dell'allora imperante FIFA Soccer, non può che portare il bilancio complessivo su livelli positivi.

[NO1]


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