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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Sinclair ZX Spectrum
Cybernoid II: The Revenge
Hewson | Raffaele Cecco
01 11 2005

I pirati sono tornati, hanno saccheggiato nuovamente i depositi della Federazione e voi siete stati incaricati anche stavolta di recuperare il bottino dalle grinfie di quei maledetti parassiti della società. Vi sembra una storia conosciuta? Beh, avete ragione, perché è praticamente la stessa del primo Cybernoid, tale e quale. Se si eccettua il fatto che in questa occasione si parla di una seconda discesa dei dannati pirati, tutto il resto coincide con quanto accaduto nel capostipite della serie, il che potrebbe destare qualche sospetto in materia di originalità.

Cybernoid II, però, si distingue immediatamente dal suo predecessore grazie all'opportuna introduzione di un'astronave completamente nuova, fornita di un set di armamenti speciali addirittura più potenti di quelli (già notevoli) utilizzabili nel primo Cybernoid. I pirati, inoltre, hanno guadagnato in intelligenza e in qualità degli equipaggiamenti e si oppongono in maniera più convincente all'avanzata del giocatore. E poi ci sono più animazioni, un uso ancor più accorto dei colori e un nuovo tema musicale. E... e basta. Perché, a dispetto del lifting, Cybernoid II è più una sorta di espansione del suo predecessore, che non un gioco totalmente nuovo. Gli somiglia dal punto di vista degli scenari, da quello del gameplay e da quello del livello di difficoltà, tarato verso l'alto proprio come nel primo episodio della saga. Il che significa, in breve, che Cybernoid II è senza ombra di dubbio un bel gioco, come del resto lo era Cybernoid, ma è anche duro, davvero duro. Più o meno come uno scarpone nei denti.

Sarà stata di nuovo la foga nel voler dimostrare a tutti i costi l'immutata permanenza di linfa vitale negli agonizzanti 8 bit, oppure un semplice eccesso di sadismo, o ancora la volontà di compiacere la stampa procedendo sulla stessa linea tanto apprezzata dai giornalisti al tempo dell'uscita del primo Cybernoid, ma quale sia stata la vera ragione alla base della riproposizione di una sfida riservata esclusivamente agli autentici virtuosi della tastiera e del joystick non conta. Ciò che conta, e che all'epoca non fu compreso per ovvie ragioni (le sfere di cristallo non si trovano al supermercato...), è che i due Cybernoid non fecero altro che mostrare le prime avvisaglie di una tendenza che avrebbe poi piagato una discreta parte della produzione videoludica per i computer a 16 bit, ovvero un'eccessiva valorizzazione della componente tecnica a discapito della giocabilità. Cybernoid II, fortunatamente, rimane godibile se affrontato a mente libera e con un bel po' di pazienza, ma lo stesso non si può dire di parecchi dei suoi ideali successori, votati unicamente allo spettacolo audiovisivo.

[Shrapnel]


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