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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Pocky & Rocky
Natsume
12 09 2007

Pocky & Rocky (1993) è uno di quei giochi che avrei voluto comprare e che grazie ai prezzi folli dell'import di allora non sono riuscito nemmeno ad avvicinare. I due tipetti sparanti viaggiavano praticamente in modo fisso sui monitor de L'Arcobaleno di via Cassia a Roma (pellegrinaggio obbligatorio quando si trattava di trovare videogiochi irreperibili, cosa che succedeva spesso nei primi novanta), ma la partecipazione alle loro avventure non era mai andata al di là del semplice guardare, per me come per altri spiantati, e col passare del tempo e l'arrivo di nuovi titoli tutto era finito in gloria. Morale: questo anomalo shooter di Natsume è rimasto avvolto da un alone di mito. Pocky & Rocky insomma, non solo per me, è una rarità, un prodotto di nicchia da citare con nostalgia, anche per fare confronti con titoli più moderni, ma con meno personalità.

Pocky & Rocky è uno di quei giochi che solo i giapponesi potevano mettere insieme e sprizza la sua estrazione da tutti i suoi orientali pori: i due protagonisti sono una bimbetta in kimono e un procione amico suo (tutti e due molto simili a decine di altri protagonisti di manga-anime) che vanno alla riconquista del loro paesello invaso da goblin o similari, armati però di strumenti di attacco e difesa piuttosto inconsueti, come un mazzo di carte letali, foglie magiche o la coda del procione stesso. L'impostazione infantile dei personaggi non deve però trarre in inganno, perché in fondo non compromette né l'atmosfera, decisamente orientata verso il nippo-medioevale, né il fantastico tratto grafico: la ricostruzione degli ambienti resta infatti sempre credibile e tutto il contorno, dai fondali ai numerosi dettagli presenti alla musica dal sapore tipicamente giapponese, concorre alla sensazione percepita di gioco estremamente solido.

Altrettanto solida e originale è la struttura del gioco. Tanto carino quanto tosto, Pocky & Rocky può infatti contare anche su una caratteristica più unica che rara nel campo degli shooter, la possibilità cioè di ricorrere agli strumenti di difesa di cui sopra per deviare i colpi dei nemici: per quanto semplice o ovvia, questa è una rara variazione sul tema che tra l'altro quasi nessuno ha ripreso e, con il volume di fuoco presente fin dai primi momenti, una tattica fondamentale a cui ricorrere se si vuole arrivare sani e salvi già alla fine dei primi dei sei livelli presenti. A parte gli extra, comunque, tutti i canoni del buon shooter si ritrovano spalmati lungo la strada, con la solita organizzazione di power-up e abilità da conquistare messa in piedi proprio per movimentare il gameplay nelle diverse fasi. A tutto questo bisogna poi aggiungere sia il fatto che Pocky & Rocky era uno dei pochi sparatutto ad utilizzare scrolling orizzontali e verticali, sia la presenza al suo interno di uno dei migliori 2-player mode mai assemblati. Ennesimo outsider vincente prodotto da Natsume, quindi, e, come si dice, nel suo genere un must.

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