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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
The Legend of the Mystical Ninja
Konami
18 04 2007

Diversamente da molti platform travestiti da avventure, shooter o picchiaduro, The Legend of the Mystical Ninja non dà la sensazione di essere una semplice miscela di platform, shooter o adventure buttata lì in ordine sparso. Al contrario, tutto sembra fuso in un insieme senza sbavature apparenti. Il risultato è una nuova specie di gioco, che purtroppo si è ritrovata poi senza linea ereditaria, fatta eccezione per i sequel ostinatamente proposti da Konami: fa ridere dirlo a quindici anni di distanza dall'uscita, ma in quanto a innovazione The Legend of the Mystical Ninja aveva, allora, più spunti di quanti possano essere dispensati, oggi, dalla maggior parte dei giochi su CD, DVD o chissà che altro.

Quello che è incredibile è la massa di gioco immagazzinata in una misera cartuccia grigia per Super NES. Più che di un supporto da 8 megabit, sembrerebbe di stare a parlare di uno da 8.000, tale è la quota di personaggi e boss da affrontare o di negozi e ambientazioni da visitare. E poi, tanto per gradire, capita pure di finire in uno dei negozi di cui sopra e di trovarci una conversione in scala di Gradius (solo il primo livello - non si può avere tutto, anche se poi si scopre che a disposizione del giocatore saltano fuori pure versioni di Breakout, di un hockey da tavolo, di una corsa di cavalli e di altri mini giochi arcade sparsi per i game center disseminati in città).

E già solo a guardare le città presenti si capisce che The Legend of the Mystical Ninja ha dalla sua un'atmosfera parecchio particolare: se si vuole andare sul semplice si può dire che è un gioco buffo, se si vuole essere un po' più attenti e avvicinarsi alla realtà dei fatti si può dire che questo è uno dei giochi più tipicamente giapponesi che vi possa capitare di incontrare, qualsiasi sia la console e qualsiasi sia l'era videoludica considerata, con molti richiami a tradizioni medioevali orientali e con continui agganci all'humour stile manga. Questo forse spiega il suo destino disgraziato sul mercato occidentale. Nello specifico, questo primo episodio della serie ci mise due anni per venire tradotto e importato in Europa e America: niente di paragonabile però a quanto è successo ai tre sequel per Super Nintendo, mai apparsi sui lidi anglofoni nemmeno come conversioni pirata, nonostante la loro crescente qualità. Forse altrettanto ostico al palato occidentale è risultato il suo livello di difficoltà, mica da ridere soprattutto quando si tratta di scampare a boss grossi come una casa e quando si tratta di prendere confidenza con una collisione tra sprite vagamente anomala, o con un sistema di password impegnativo come un combattimento.

Strutturato tra sezioni cittadine in stile beat'em up/RPG caratterizzate da un'inquadratura di tre quarti in alto, e sezioni più tradizionalmente platform, The Legend of the Mystical Ninja viaggia ai massimi livelli concessi al Super NES del tempo anche come impatto visivo e sonoro (con una qualità grafica all'altezza dello standard Konami e dei migliori giochi di ruolo, ma con una spettacolarità inferiore a quella sfoggiata dai suoi sequel, peraltro molto meno giocabili in quanto relegati nel limbo del giapponese stretto). Data la presenza di due personaggi di base la tentazione ovvia sarebbe quella di affrontare da subito le avventure del capelluto Goemon via multiplayer in collaborazione, ma c'è però da dire che questo è uno dei pochi casi in cui il divario tra le due modalità di gioco non è poi cosi evidente. Comunque, con i suoi momenti di umorismo surreale e la varietà delle sue sfide, The Legend of the Mystical Ninja resta uno dei rappresentanti migliori della prima fase supernintendiana (come i suoi successori fino al quarto rappresentano momenti unici nelle diverse fasi di sviluppo della vecchia console a 16 bit).

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