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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Commodore 64
Leader Board
U.S. Gold | Access | Bruce Carver | Roger Carver
17 05 2008

Il golf in forma digitale è sempre stato un passatempo molto popolare tra i possessori di home computer e console, ma non è eccessivo affermare che si sia trattato di un'attività di qualità trascurabile prima dell'avvento di Leader Board. I primissimi videogiochi dedicati al golf erano primitivi tanto dal punto di vista grafico quanto da quello dell'accuratezza, il che era in fin dei conti comprensibile alla luce della limitata potenza di calcolo delle macchine dell'epoca. I laghetti, le distese verdi, le trappole di sabbia e le complesse movenze dei giocatori sembravano ben al di là delle capacità delle macchine a 8 bit, perlomeno in caso di eventuali aspirazioni a un minimo di realismo.

Eppure i piccoli home computer come il Commodore 64, lo Spectrum e l'Amstrad CPC da una parte, e le console come il NES e il Master System dall'altra, parevano in grado di riservare nuove sorprese agli sviluppatori quasi ogni giorno, offrendo funzioni e muscoli inattesi man mano che programmatori, grafici e musicisti prendevano confidenza con le loro macchine. E fu così che, in una fase relativamente avanzata della vita del Commodore 64, Leader Board giunse come un fulmine a ciel sereno per gli amanti del fairway, dei bunker e del green. Il gioco di Access, infatti, contribuì a ridefinire il golf simulato sotto tutti i punti di vista, fornendo ai videogiocatori un'esperienza forte di un realismo mai provato prima di allora.

I punti di forza di Leader Board erano molteplici, ma su tutti si stagliava l'incredibile accuratezza della simulazione. Le caratteristiche di legni e ferri, l'influenza esercitata dal vento sui tiri, il comportamento della pallina, l'esecuzione dei colpi e molti altri fattori venivano trattati in Leader Board con una precisione priva di precedenti, senza però che ciò andasse a intaccare elementi di primaria importanza come l'immediatezza e la giocabilità. L'interfaccia utente era un gioiello di semplicità, i percorsi realizzati da Access erano sufficientemente vari e articolati da rappresentare un'apprezzabile sfida a lungo termine, le animazioni dei golfisti brillavano per fluidità ed eleganza e la possibilità di giocare con gli amici incrementava a dismisura la longevità della simulazione.

Il bello di Leader Board, in effetti, non stava soltanto nella sua sorprendente aderenza alla realtà, ma anche nel modo in cui riusciva a rendere uno sport come il golf, caratterizzato da ritmi lenti e dalla necessità di pianificare con cura ogni colpo, innegabilmente divertente sin dal primo istante di gioco. Leader Board era quindi un titolo adatto a tutti, e non soltanto agli appassionati del genere, il che stabilì tra l'altro un trend che si sarebbe poi protratto per anni e anni, sino a giungere ai giorni nostri. Certo, i campi erano decisamente brulli e piatti, ma Access avrebbe avuto modo di sistemare questa lacuna in seguito, con le successive versioni del suo piccolo capolavoro.

[Nyabot]


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