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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

Commodore 64
Rick Dangerous II
MicroStyle | Core
22 12 2006

Il primo Rick Dangerous era un platform in cui un improbabile emulo di Indiana Jones saltava da una sporgenza all'altra, sparava a destra e a manca, piazzava dinamite e risolveva gli occasionali puzzle. E basta. Il che non era poco, comunque, vista la validità del pacchetto ludico, la simpatica veste grafica 'tondeggiante', la vastità dei livelli e l'apprezzabile varietà degli stessi. Tutti fattori che finirono ovviamente per decretare il successo del platform game di Core - un successo tale da spingere gli sviluppatori a cimentarsi tempo dopo nella realizzazione del qui presente secondo episodio della serie.

Va comunque detto, ad onor del vero, che il primo Rick Dangerous ebbe un impatto decisamente superiore a quello fatto registrare dal sequel, e fu così che Rick Dangerous II passò non proprio inosservato, ma quasi. Il gioco, in fin dei conti, era estremamente simile al predecessore, perlomeno sotto l'aspetto della struttura di gioco. Si trattava infatti di un platform condito con semplici enigmi, interpretato da un protagonista dotato di un numero limitato di colpi di pistola laser e di cariche esplosive. La pistola poteva essere utilizzata per polverizzare i nemici resistenti ai classici pestoni, mentre le bombe venivano fatte brillare per aprirsi la strada verso nuove locazioni (mostrate su schermo con la tecnica del flick screen). Rick Dangerous II riproponeva inoltre lo stesso stile grafico demenziale visto nel primo episodio della serie - stile grafico spalmato lungo cinque coloratissimi mondi profondamente diversi tra loro.

Il punto più controverso della serie di Rick Dangerous era però costituito, tanto nel primo quanto nel secondo episodio, dalla giocabilità. Entrambi i titoli presentavano infatti un livello di difficoltà piuttosto elevato, soprattutto in virtù del fatto che molte delle situazioni in cui ci si imbatteva dovevano essere risolte in brevissimo tempo e con precisione millimetrica. Un fattore, questo, che potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti, ma che nulla toglie alla qualità del titolo allestito da Core, inferiore al suo predecessore per atmosfera, ma indubbiamente superiore in quanto a realizzazione tecnica e cura dei particolari.

[Nyabot]


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