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Nyabot Nyabot è praticamente un fantasma, qualcuno della cui esistenza gli stessi redattori di A.Rea. 21 dubitano spesso e volentieri. Compare di tanto in tanto, recensisce qualcosa e poi svanisce di nuovo, probabilmente per tornare nelle tenebre da cui era improvvisamente spuntato. Se lo incontrate, non fidatevi della sua apparenza tenera e coccolosa: tiene sempre in serbo un'ascia da lanciare all'indirizzo dei curiosi...

SNK Neo Geo
Windjammers
Data East
30 01 2011

Ho un amico che ne capisce sul serio, di giochi (siano essi da tavolo, per computer, per console e via dicendo), e che da sempre mi dice che per farne uno bastano, in fin dei conti, un punteggio e delle regole. Tutto qui. Il resto, al mio occhio sempre pronto a meravigliarsi di fronte ai piccoli dettagli e alle finezze dei videogame e dei boardgame più belli, è semplicemente magia, ma a voler essere più razionali si potrebbe ricondurre tale magia a un'accurata pianificazione delle regole di cui sopra e alla maniacale attenzione per i particolari che contraddistingue l'operato dei game designer di razza. O forse no, ma in fin dei conti chi se ne frega? L'importante è divertirsi, e Windjammers (noto come Flying Power Disc in Giappone) di spasso ne regala a quintali.

Partiamo, per coerenza nei confronti della valida teoria del mio amico e di molti altri esperti di giochi in generale, dal punteggio: per aggiudicarsi una partita in Windjammers è necessario vincere due set su tre, e la conquista di un set richiede il raggiungimento di dodici punti. Si ottengono due punti se l'avversario lascia cadere il disco a terra, e tre o cinque punti se si colpiscono le relative zone dell'area 'calda'. Dischi e avversari? Sì, perché Windjammers non è altro che una versione competitiva e ipervitaminizzata del frisbee, e qui arriviamo alle regole. C'è un campo diviso in due, e ciascuna delle due metà è di competenza di un atleta. Bisogna quindi scagliare il frisbee con un'angolazione e una potenza tali da impedire che l'avversario riesca a prenderlo al volo all'interno della sua metà campo, e magari fare in modo che il disco vada a finire nella già citata area calda per fare qualche punticino in più. Elementare, no?

Come tutte le cose apparentemente elementari, però, Windjammers cela la sua magia nei dettagli. Ci sono diversi campi di gioco, per esempio, caratterizzati da conformazioni e dimensioni specifiche e quindi più o meno difficili da sfruttare a proprio vantaggio. Ci sono poi sei atleti tra cui scegliere il proprio alter ego, e - inutile dirlo, a questo punto - ognuno dei virtuosi del frisbee a disposizione del giocatore possiede un differente livello di abilità. E ci sono, infine, gli immancabili tiri speciali: stiamo pur sempre parlando di un gioco sportivo giapponese, del resto, e come spesso accade in questi casi sono proprio i colpi più spettacolari a innalzare il ritmo delle partite, aumentare la varietà degli scontri e, in definitiva, rendere Windjammers un'autentica piccola gemma. Punteggio e regole, insomma, ma anche tanta magia: provare per credere.

[Nyabot]


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