A.Rea. 21 : retrogaming dal 1996!
home [ Acorn | Amstrad | Apple | Arcade | ASCII | Atari | Coleco | Commodore | Mattel | NEC | Nintendo | Sega | Sharp | Sinclair | SNK | Sony ] link | e-m@il
Carica un articolo casuale!
NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega Drive
Landstalker - The Treasures of King Nole
Sega | Climax
24 06 2006

I giochi di ruolo (RPG) sono in genere apprezzati per il loro essere coinvolgenti (o almeno per raggiungere il massimo coinvolgimento concesso a un organismo elementare come un videogioco) e, di norma, molto grossi (nel senso dell'estensione della trama). Landstalker non fa eccezione, ma, rispetto alla massa omogeneizzata degli altri RPG, ha il merito di non essere indirizzato solo agli appassionati del genere: qui, infatti, accanto a un plot esemplare nella sua secchezza da 16 bit e accanto alla estensione lorda dell'avventura di base, troviamo un sistema di combattimento arcade (niente turni, tutto in diretta) e una massiccia iniezione di elementi platform. Miscelando queste parti i geniacci di Climax sono riusciti, insomma, a creare un gioco di ruolo davvero coinvolgente e perfino più grosso (come dicevamo sopra) rispetto a quanto una concorrenza estremamente agguerrita poteva offrire.

Landstalker è però il tipico esemplare di gioco di ruolo il cui fascino viene fuori solo progressivamente. All'inizio tutto sembra molto elementare e, con tutti i dialoghi da portare avanti e con una sequenza iniziale non eliminabile, decisamente lento. Poi, senza nessun preavviso, vi ritrovate fregati: all'improvviso volete parlare con tutti, volete esplorare tutto l'esplorabile concesso, volete insomma capire quello che sta succedendo all'interno della misteriosa isola su cui si svolge la vostra avventura. La storia diventa sempre più interessante e tutti gli avvenimenti e gli enigmi che si susseguono non vi danno scampo: dovete per forza andare avanti, approfondire la ricerca, e così bye bye alla vostra vita sociale (qui si tratta di interi mesi da impegnare davanti allo schermo, piuttosto che giorni o settimane).

Landstalker, insomma, inserito come era sia nella tradizione degli arcade adventure sia in quella degli RPG, non si portava dietro nulla di particolarmente rivoluzionario, ma finiva per rappresentare comunque qualcosa di veramente alternativo per il pubblico del Megadrive, fino ad allora penalizzato dalla carenza di titoli forniti anche di un qualche spessore. E in realtà Landstalker aveva tutti i numeri per controbattere gli attacchi della concorrenza (inclusi i maggiori rappresentanti del Super Nintendo come Gaia, Mana o Final Fantasy), con una giocabilità, una profondità, una sceneggiatura e una grafica ai massimi livelli. In particolare l'impianto grafico ottenuto dai programmatori di Climax fa storia a sé all'interno del panorama dei 16 bit, con un 3D isometrico molto solido e ricco di dettagli, sia per quanto riguarda i personaggi, sia per quanto riguarda i fondali delle molte ambientazioni presenti nell'isola (con in più il vantaggio del tratto tradizionalmente utilizzato da Climax, saturo di colori e lontano da ogni tentazione di modernità, come dimostrato dai celebri Shining Force e soprattutto dal successivo e magnifico Dark Savior su Saturn).

Con una spettacolarità che non scende mai di tono, con numerosi labirinti in cui dimostrare sia la vostra abilità manuale sia la capacità di risolvere i non pochi enigmi presenti, con una sceneggiatura attentamente costruita e scandita da dialoghi non banali, Landstalker rappresenta un tipico caso di 'instant classic' (e in effetti non ci mise molto, ai tempi, a conquistare tutte le classifiche e a dare un massiccio contributo alla causa del Megadrive). Unico appunto: la visuale in pseudo 3D può complicarsi inutilmente la vita (come spesso accadeva ai tempi, dati i limiti tecnici delle macchine a 16 bit) e può comportare errori forzati quando i labirinti-platform diventano davvero complessi. Altra segnalazione: la colonna sonora, di alto livello e articolata su un buon numero di temi eccellenti (non siamo ai livelli di Phantasy Star 3 ma, fatte le debite proporzioni, quasi). Uno dei momenti magici del Megadrive, quindi, e una delle cose migliori da far girare su una console.

[NO1]


Immagini: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7

home [ Acorn | Amstrad | Apple | Arcade | ASCII | Atari | Coleco | Commodore | Mattel | NEC | Nintendo | Sega | Sharp | Sinclair | SNK | Sony ] Privacy e cookie | e-m@il