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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Sega Mega Drive
Haunting - Starring Polterguy
Electronic Arts
03 06 2006

La vendetta è dolce, almeno così dicono. E cosa potrebbe essere più dolce di ritornare dall'oltretomba per perseguitare i responsabili della vostra improvvisa dipartita: quelli della famiglia Sardini (soprattutto il padre, banchiere della mafia straricco e senza scrupoli, ma dato che ci siamo anche la moglie, classica signora per bene capace solo di fare shopping, e i due pargoli, due teenager insopportabili). Così, nei panni di un poltergeist dalla faccia verdognola e dai capelli a spazzola (non ci sono più i fantasmi di una volta) vi toccherà di operare più di quattrocento orribili incantesimi o affini per spaventare a morte i quattro Sardini e sbatterli, di conseguenza, fuori delle loro ville, urlanti, con i capelli bianchi e i pantaloni calati.

Haunting rappresenta un caso davvero unico nella più o meno astrusa storia dei videogiochi, in quanto deriva da un'idea completamente originale e in quanto privo di un qualsivoglia erede diretto o anche indiretto. Lo scopo del gioco è infatti (e nessuno ci aveva mai pensato prima) quello di terrorizzare le quattro vittime di cui sopra, per farle scappare in primis dalle varie stanze delle case occupate, inseguendoli fino all'eventuale abbandono completo della casa, per semplice disperazione. Per arrivare a questo occorre effettuare delle possessioni demoniache a carico dei vari oggetti, mobili e suppellettili presenti, in modo da animarli, o da provocare delle semplici allucinazioni, o da causare delle vere e proprie metamorfosi. (p.es. letti che si trasformano in mostri, mani che spuntano dai cessi, impiccati che pendono nel guardaroba o apparizioni di donne fatte a pezzi nel bagagliaio della vostra auto, anche se il tono è sempre quello dell'humour nero). Il premio immediato, se il vostro tentativo di provocare il panico avrà successo, è la conquista di un prezioso ecto-bonus verde che vi permetterà di restare ancora in vita (o almeno di non essere ancora più morto) e di continuare a rincorrere i malvagi Sardini (grazie anche a una utile mappa), fino a fargli saltare del tutto i nervi. Dopodiché il protagonista, Polterguy, passa ad altra casa da infestare.

Possedere gli oggetti è in questo caso piuttosto semplice (basta mettersi di fronte ad essi e spingere un pulsante per attivare la maledizione), ma costa comunque qualcosa in termini del suddetto ecto-bonus: una volta che la vostra barra di energia arriva a fondo corsa si è condannati infatti a ritornare nel mondo ultraterreno, a riguadagnare vitalità e ad apprendere nuovi incantesimi più complessi. Questo piccolo limbo rappresenta una variante a sé stante rispetto al resto del gioco: ha l'aspetto di un dungeon da gioco di ruolo (molto semplice come struttura e scenografia) e come tutti i labirinti che si rispettino è più o meno pieno di pericoli da cui scampare (è anzi l'unico momento di Haunting in cui Polterguy rischia veramente di soccombere per mano delle presenze demoniache, il che fa anche intuire come il gameplay del gioco non sia in fondo dei più severi o elaborati).

Nonostante il livello di resistenza degli inquilini cresca progressivamente di casa in casa, nonostante le reazioni dei quattro coprotagonisti siano state sufficientemente differenziate, nonostante l'inserimento di una buona modalità per due giocatori a punteggio e nonostante i numerosi pericoli all'interno del dungeon-cantina in cui Polterguy cerca di riguadagnarsi l'accesso al mondo terreno siano sempre maggiori, il gioco risulta infatti troppo facile da portare a termine. Non è tanto che non ci sia molto da fare o da affrontare (in fondo l'inseguimento delle vittime si rivela più frenetico di quanto si potrebbe inizialmente pensare e gli imprevisti inseriti nei mini dungeon non sono proprio pochi), quanto piuttosto che, con sole quattro case da visitare, la resistenza all'uso di Haunting è quella che è. Un vero peccato, perché con la sua impostazione grafica che ricorda quella di titoli molto più vicini a noi come i vari The Sims, con le sue tante animazioni e soprattutto con la sua originalità (ricordiamoci tra l'altro che ai suoi tempi la scena era più che dominata da una infinità di platform e picchiaduro tutti uguali) Haunting rappresenta un esempio ineguagliabile (ed infatti, purtroppo, mai eguagliato o perlomeno recuperato).

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