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NO1 Imbarcato in tenera età su un cargo battente bandiera liberiana, NO1 ha sviluppato grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, e ai conseguenti contatti con numerose popolazioni indigene legate alle tradizioni, una smodata passione per l'antico. Passione che oggi riversa nel retrogaming, in particolare se targato Sega...

Nintendo Super NES
Super Strike Eagle
MicroProse
26 11 2006

È quasi tranquillizzante sapere che, in caso di minaccia al nuovo ordine mondiale, noi potremo sempre contare sullo zio Sam e sulla sua inarrestabile macchina da guerra, chiunque sia il cattivone da raddrizzare. Yes sir, nessuno sa esportare la democrazia meglio degli americani, tanto più che la tecnologia delle nuove armi è diventata talmente sexy da farli apparire fichi anche quando si ficcano in vicoli ciechi inestricabili. Ai tempi della prima guerra del golfo uno dei pezzi fondamentali del kit da invasione/correzione era rappresentato dal leggendario F-15 Eagle, aereo che non solo aveva sferrato molti colpi a favore della giustizia, della verità e dell'American Way, ma aveva avuto anche il collaterale merito di aver fornito a MicroProse la base per una serie di flight sim molto realistiche e molto apprezzate. Ma MicroProse, non contenta di aver sbancato con le sue simulazioni il mercato del PC, dirottò nel 93 il suo F-15 anche sul Super Nintendo, dando così a tanti altri giocatori l'opportunità di prendere a calci Saddam, Gheddafi, Castro o chiunque altro potesse nutrire idee alternative sullo stato delle cose dalle Alpi alle piramidi (all'Eufrate).

Ma anche se qualcuno aveva potuto pensare a una semplice trasposizione di quanto già prodotto per PC, una rapida occhiata alla prime fasi di Super Strike Eagle faceva subito capire che nel passaggio la musica era profondamente cambiata: qui si tratta di prendere e giocare, evitando libretti di istruzioni spessi come quelli di un vero Cessna e ritrovandosi all'interno di un gioco di azione non distante dalle atmosfere da coin-op del successivo Ace Combat di Namco (e non sarò certo io a lamentarmene). Ogni missione è in effetti piena di cose da fare e ogni fase richiede approccio tattico e pianificazione delle mosse successive, ma il tutto avviene a un passo molto distante da quello, lento, delle simulazioni più seriose, con un realismo tra l'altro spesso solo accennato (decollo quasi simbolico, riallineamento semiautomatico degli aerei in fase di combattimento ecc.). Una volta caduta ogni aspirazione simulativa quello che rimane è quindi il cuore di ogni gioco di questo tipo, che vi piaccia o no: abitacoli carichi di strumenti, dogfight a velocità supersonica e attacchi a base di missili aria-terra più o meno intelligenti, il tutto condito da una realizzazione audio/visiva di alto livello (per il suo tempo) e tipicamente nintendiana (in linea con il prefisso Super che questo Strike Eagle si porta dietro come altri titoli di punta del catalogo Super NES).

E in effetti è quasi commovente vedere cosa riuscivano a fare i processori ausiliari di una console con così pochi bit, se sfruttati a dovere: questo è davvero il festival del Mode 7, con una visuale in soggettiva alternata a continue zoomate e rotazioni a carico di un paesaggio che appare spesso verosimile (nonostante la schematicità dei modelli grafici utilizzati per rappresentare gli obiettivi), almeno fino a quando il nostro caccia bombardiere scende pericolosamente di quota e le spixellizzazioni di tank, edifici, fabbriche sospette e casematte sparse sul terreno vengono fuori senza pietà. Come dicevamo prima, che vi piaccia o no il bombardamento rappresenta il cuore del gioco: viene pilotato da una introduzione alle missioni simile a quella, molto diretta, di un Desert Strike qualsiasi ed è basato sul conseguimento di un numero crescente di punti a seconda degli obiettivi centrati. Con quattro campagne di guerra (Libia, Corea, Golfo, Cuba) suddivise in missioni strategicamente sempre più dure non si può dire che il difetto di Super Strike Eagle coincida con la sua longevità: piuttosto il guaio vero è che una volta assimilata la sequenza fondamentale di duelli aerei e di discese sugli obiettivi da distruggere (e una volta dominata l'ostica tecnica di atterraggio), non è che si possa sperare in qualcosa di nuovo da fare, ovviamente. Ma questo resta un raro e valido esemplare di flight sim su Super Nintendo, in grado di divertire ogni appassionato del genere in eventuale trip da nostalgia e ancora capace di sorprendere con la sua spettacolarità.

[NO1]


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