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Shrapnel Dopo aver fondato A.Rea. 21 insieme a NO1 e LH3CT, Shrapnel ha svolto il lavoro di mantenimento del sito fino alla chiusura dello stesso e ne ha poi curato la riapertura. Ha scritto su Super Console, Mega Console, Videogiochi e PSM, ha gestito per due anni e mezzo un negozio di videogiochi e ha lavorato come game designer e sceneggiatore su uno sparatutto per PC intitolato Steel Saviour. Attualmente scrive per un paio di riviste cartacee dedicate agli utenti iOS e macOS.

Commodore 64
World Cup Carnival: Mexico 86
U.S. Gold | Sport-Billy Productions
19 02 2006

Magari lo avete sentito nominare da qualche amico, che all'epoca degli 8 bit aveva già un'insana passione per i giochi di calcio e li provava tutti, uno dopo l'altro. Oppure avete letto qualcosa in merito su una rivista specializzata d'epoca (1985 o giù di lì), capitatavi tra le mani per puro caso. O magari avete scoperto World Cup Carnival: Mexico 86 su qualche sito di retrogaming britannico o francese. In un modo o in un altro, insomma, ne avete sentito parlare. E non ci avete creduto. Perché, con tutte le schifezze che ci sono in giro, è impossibile pensare che sia proprio questo il peggior gioco di calcio di tutti i tempi. Il più brutto da vedere, il più irritante da ascoltare, il più sconfortante da giocare. Suvvia, andiamo... c'è sempre FIFA, no? E invece tutto ciò che avete sentito dire riguardo a World Cup Carnival: Mexico 86 è vero. Assolutamente vero. Sì, nessun altro gioco di calcio ha mai toccato le profondità dell'abisso in cui U.S. Gold ha trascinato la Coppa del Mondo di calcio svoltasi in Messico nel 1986. Nessun altra simulazione calcistica, neanche Bomba! per PSone, è mai stata tanto atroce dal punto di vista tecnico e da quello del gameplay. Perché World Cup Carnival: Mexico 86 è in realtà uno scarto, un vecchio gioco (World Cup Football di Artic Computing) recuperato da U.S. Gold giusto in tempo per la competizione calcistica più importante del mondo e rinfrescato con un minimo di make-up, tanto per non lasciar trasparire immediatamente le similitudini tra i due prodotti. U.S. Gold, infatti, non riuscì ad avere in tempo il gioco che aveva commissionato per sfruttare la licenza della Coppa del Mondo, e fu costretta a ripescare questo vecchio rottame e ripubblicarlo con un nuovo nome e con tutti gli orpelli del caso, mascotte ufficiale del torneo compresa. Il che, inutile dirlo, diede vita ad un autentico disastro su scala globale.

World Cup Carnival: Mexico 86, d'altra parte, non merita che l'oblio. E non soltanto perché tanto la grafica quanto il sonoro fanno francamente pena, ma soprattutto perché i giocatori non coinvolti nelle azioni sono sempre e comunque immobili, perché gli avversari manovrati dalla CPU vagano senza meta lungo il campo di gioco e non sembrano mai avere la benché minima intenzione di tirare in porta, perché non è possibile passare da un giocatore all'altro neanche nei casi di maggior bisogno, perché il pallone fa più o meno ciò che vuole, perché la CPU non è in grado di tirare i rigori (mentre quelli calciati dall'utente, nel caso finiscano in tribuna, vengono spesso considerati ugualmente in rete) e perché non è così che si tratta un evento come la Coppa del Mondo di calcio. Ma da U.S. Gold, a quei tempi, era lecito aspettarsi anche di peggio...

[Shrapnel]


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